L’organizzatore

Abis sulle orme di Tonino Puddu: riempiremo i palazzetti 

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Per oltre trent’anni (la prima volta aveva 5 anni) ha indossato i guantoni e affrontato (e battuto) avversari di valore mondiale. Messe da parte diete e allenamenti massacranti («ma io mi alleno ancora»), oggi ci sono telefoni che squillano, sponsor da trovare, contributi da inseguire. Per Luciano Abis, ex campione dei pesi welter, è cambiato soltanto il ring. La sfida è rimasta la stessa: spingersi sempre un po’ più avanti. Dopo aver vissuto da protagonista una vita da pugile (memorabili le sfide con Leonard Bundu e il polacco Rafael Jackiewitz), adesso vuole essere lui a riportare la Sardegna della boxe ai fasti di un tempo.

«Non è semplice organizzare riunioni di boxe, ci sono duemila cose da gestire», dice l’ex campione di Quartu Sant’Elena, oggi titolare della Bazooka Events. Le difficoltà principali sono la burocrazia, la ricerca dei contributi e degli sponsor. «Mi piace quello che faccio. Sono una persona positiva e quando lavori con armonia, tutto diventa più semplice». La sua sfida è anche un’eredità pesantissima da raccogliere, quella di Tonino Puddu, leggendario campione scomparso sei mesi fa e per trent’anni il più grande organizzatore in Sardegna. «È una grande responsabilità, ma anche un onore. Nella mia carriera ho sempre fatto tutto al massimo e oggi, da organizzatore, metto la stessa meticolosità».

Cambia il ruolo, non i sacrifici, quindi. «Preparare un titolo da pugile è durissimo, ma organizzarlo non lo è meno. Capita di lavorare sino alle tre del mattino», dice. Eppure continua. «Perché ogni evento per è una sfida, come salire sul ring. Il pugilato per me è vita». Combattimenti equilibrati, pugili competitivi e spettacolo. È questa la strada scelta dalla Bazooka Events: «Voglio riportare il grande pugilato in Sardegna, riempire nuovamente i palazzetti come accadeva ai tempi di Piero Rollo e Marco Scano e quando combattevamo noi». Poi c’è il progetto più ambizioso, che Abis definisce il suo «sogno nel cassetto»: un grande evento con un titolo allo stadio, a Cagliari. Un’idea che oggi può sembrare lontana. Lui, però, non la considera impossibile: «I miei sogni li ho sempre realizzati» Quindi, chissà. ( ma. mad. )

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