Il primo anno erano cento. L'anno dopo duecento, poi trecento: bastava passare di lì, vedere quel gruppetto praticare yoga su un prato di Monte Claro, per essere incuriositi e unirsi. Sedici anni dopo quel piccolo gruppo è diventato un appuntamento fisso da centinaia di persone, fino a 600 nei giorni migliori, che ogni martedì e giovedì d'estate si ritrova nel parco di Terramaini, sempre gratis, sempre guidato dallo stesso maestro di allora.
Il maestro
A 83 anni Amidio Bianchi continua a salire sul prato, sistemare il gruppo e dare il via alla lezione. Attorno ha giovani e anziani, principianti e persone che praticano da anni. La maggior parte arriva da Cagliari, ma molti dall'hinterland. Il risultato è una distesa di tappetini, corpi che si muovono insieme e qualche centinaio di persone che per un'ora e mezza si ritrovano per respirare, muoversi e fermarsi. «Stanno cercando benessere. Lo sperimentano, lo trovano, ci si affezionano», racconta il maestro. Ed è forse qui si trova una parte della spiegazione di un successo andato ben oltre le sue aspettative. Le lezioni sono gratuite, all'aperto e accessibili a tutti. Ma per chi le frequenta lo yoga non è soltanto ginnastica. «È filosofia, non è solo la parte performativa», spiega. «È interiorità che passa anche attraverso il corpo che poi ci parla».
Un lungo percorso
La storia del maestro comincia molto prima di Cagliari. Da giovane faceva il pittore e arrivò a praticare yoga dopo alcuni problemi di salute. A 23 anni, racconta, aveva ricevuto il sospetto di una leucemia, iniziando un percorso difficile che lo avrebbe portato, a 27 anni, a una completa guarigione. «Lo yoga mi ha aiutato a trovare la giusta armonia, quel giusto equilibrio interiore», racconta. Da lì nacque la scelta di dedicarsi agli altri e trasmettere ciò che aveva imparato. Insegna da oltre quarant'anni e pratica da 58. Ha portato il suo lavoro in più di venti Paesi, tra Europa e Sud America, occupandosi anche di Ayurveda. È presidente della European Yoga Federation dal 2004 e ha ricevuto il titolo di “Yoga Ratna”, gioiello dello yoga, durante un’iniziativa del Parlamento britannico. In Sardegna è arrivato nel 2001, prima a Sassari e poi a Cagliari. Qui è iniziata l'esperienza a Monte Claro, nata quasi per caso da un gruppo di allievi che gli proposero di portare le lezioni in un parco. «Ogni persona che passava si incuriosiva. Piano piano il numero è cresciuto».
A Terramaini
Quando il prato non bastava più, è arrivato Terramaini. Da allora il rito si ripete ogni estate. Il maestro sottolinea più volte il ruolo del Comune di Cagliari, che ha messo a disposizione lo spazio permettendo alle lezioni di continuare a crescere. E con esso anche il passaparola: c'è chi porta un amico, chi torna dopo anni, chi arriva per la prima volta. «Stanno bene con me e io sto bene con loro», dice. «Vengo ripagato da un sorriso, dal vedere che la salute migliora».
Tra chi frequenta le lezioni da anni ci sono Vanna e Susanna Floris, sorelle. «Partecipiamo da almeno cinque anni», raccontano. Per loro venire a Terramaini non significa soltanto fare attività fisica. «È una sensazione di unità, pace e armonia. Sono tutti molto rispettosi e ci godiamo l'energia che ci trasmettiamo».
«Lo yoga è un'attività olistica che tocca tutti gli aspetti dell'uomo», spiegano. «Il corpo va curato sia dal punto di vista interno che esterno. Comprende anche lo sport, ma è soprattutto filosofia: il lavoro riguarda anche gli organi interni e la mente». Quello che cercano, dicono, è «una sensazione di benessere completo».
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