Mister Johnson
Caffè Scorretto
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D onald Trump sta trattando l’acquisto della Groenlandia per affari militari o per “‘o ppetrolio mentre abballano 'e beduine mentre cantano 'e ttribbù”, per raccontarla con Carosone. Il dollaro induce alla tentazione al punto da superare le leggi internazionali che valgono per quel che contano: quasi zero. L’idea del presidente americano ricorda quella architettata in Sardegna 64 anni fa. L’oristanese Silvio Sergi, alias mister Johnson, con tre amici e spacciandosi per americani nel 1961 decisero di acquistare Monteleone Rocca Doria, un paesino di 100 anime, messo in vendita per fare cassa. Macchinona, qualche dollaro in tasca e vai. Mister Johnson, altero, elegante, capelli lucidi, pantaloni alla zuava e frustino da cavallerizzo nobile, al paese schierato autorità in testa, proclamava: “posto bellissimo, noi comprare tutto”. Ogni tanto un lancio di monetine e caramelle ai bambini, ricevimenti a gogò, balli sardi, visita alla parrocchiale e incontri al comunale. I giornali raccontano, la Tv proietta e il potere si allerta. Mister Johnson, sgamato dal vice prefetto, fa l’occhiolino agli amici: “Esti ora de fuiri, intendu fragu de manettas” e come Totò che vendette fontana di Trevi all’americano, sparirono di botto. Sarebbe bello che l’affare Groenlandia, così o colà che sia, finisca come a Monteleone Rocca Doria: una pernacchia e due risate.
