L’amico “barroso”
Caffè Scorretto
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Q uando si invitano gli amici al ristorante affermando «siete miei ospiti», ma poi li si chiama «scrocconi» imponendo loro di pagare il conto, l’affetto - come dire - cala un po’. Se poi si aggiunge pure un dazio, l’amore finisce. Dopo il nazifascismo, la pace in Europa è un omaggio degli Stati Uniti e ne saremo sempre grati. La contropartita per loro è il potere enorme nel continente unito alla garanzia di non vederlo schierato con la Russia. E qui gli Usa hanno basi militari.
Poi, un giorno arriva un curioso tizio con capelli arancioni e berretti “gaggi” e ci intima di aumentare le spese per la nostra Difesa. E ci tassa: «Non siete più miei ospiti».
Lecito? Sì. Equo, cortese? Contando i vantaggi che gli americani traggono dall’Europa non tanto, ma così è. E ora Trump ha perso i suoi amici: sono quelli che, quando facciamo sciocchezze, ci soccorrono e consigliano.
A proposito di decisioni avventate, Trump è impantanato con Israele nella guerra all’Iran, che porta a noi l’aumento del prezzo dei carburanti, e ora chiede manforte militare all’Europa per Hormuz. L’Ue non si scompone: «Te lo scordi. Nemmeno ce l’hai detto, che avresti attaccato l’Iran: non è la nostra guerra e i suoi obiettivi non sono chiari». Perfino la premier Meloni ha detto no. E The Donald, smarrito, si arrabbia.
Cosa ci aveva detto? Ah, sì: «C’è il pericolo di invasioni straniere. Ma sono fatti vostri».
