Dicono le stelle
Caffè Scorretto
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A nche gli astrologi ritardatari si sono espressi. Parlo di quelli dell’ultima ora, che aspettano il passaggio della Befana per scucirle qualche confidenza sul futuro dell’umanità e del suo contenitore. Non tutti gli strologhi, come popolarmente sono chiamati coloro che dicono di praticare la divinazione, hanno le stesse preveggenze avendo ciascuno di loro le sue stelle e i suoi pianeti di riferimento. Ognuno di questi ha un percorso astrale che lo porta a incrociare gli altri suoi simili con conseguenze conflittuali o armoniche a seconda degli umori celesti e del traffico galattico. Tutto questo, dicono i maghi, si riverbera e influisce sugli umani destini. La mitologia ha personificato astri e pianeti rendendoli a noi familiari attribuendo loro, oltre alla divinità, virtù difetti beltà bontà malvagità tipicamente umani. Il 14 giugno 1946, sotto il segno dei gemelli, è nato Donald Trump. Fra i tanti oroscopi strologati proprio per lui uno ce n’è che gli profetizza un altro anno da protagonista assoluto sulla scena mondiale. Lo strologo sente però il bisogno di precisare, chissà perché, che il presidente Usa non è un pazzo scriteriato, bensì «un pazzo con criterio»: «É tutto scritto in cielo», garantisce. Una rassicurazione che ci conforta. Però, per temperare lo scetticismo della nostra ragione, abbiamo bisogno di una forte, fortissima, «volontà di credere».
