ECONOMIA

Wall Street crolla, e Trump accusa la Fed: "Sono impazziti"

donald trump (ansa)
Donald Trump (Ansa)

Il crollo di Wall Street ha fatto andare su tutte le furie Donald Trump, che ha pesantemente attaccato la Federal Reserve (la banca centrale americana) che ha alzato i tassi d'interesse.

Tutti i principali indici ieri hanno avuto un tracollo: il Dow Jones ha chiuso a -3,15%, il Nasdaq a -4,8% e l'S&P 500 ha perso il 3,29%. Per Wall Street è la giornata peggiore dallo scorso febbraio.

"La Fed è impazzita", ha tuonato il presidente Usa, accusando la banca di aver alzato troppo e troppo in fretta i tassi d'interesse. Già a settembre Trump aveva criticato la Fed, dicendosi "non felice" per il terzo rialzo dei tassi d'interesse nel corso di un anno.

"Penso che la Fed stia commettendo un errore, sono fortemente in disaccordo", ha detto nel corso di un comizio in Pennsylvania. Poi, di fronte ai giornalisti, ha rincarato la dose: "La Fed è impazzita".

Il rialzo dei tassi negli States è in corso da molti mesi, ed è una cosa normale in un Paese la cui economia sta crescendo a dismisura. Trump pensa tuttavia che la banca si stia muovendo troppo velocemente in tal senso, e accusa la Fed per il tracollo di Wall Street.

Ma secondo gli analisti il crollo delle borse (che ha coinvolto anche quelle asiatiche, Tokyo ha perso quasi il 4, Hong Kong il 3,25 e Shangai il 2,5 per cento) è dovuto alle conseguenze che i dazi di Trump sul made in China stanno avendo soprattutto sulle società tecnologiche.

(Unioneonline/L)

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