CRONACA - ITALIA

l'ipotesi

Parte dal Veneto la sperimentazione dell'Avigan

Il Governatore Luca Zaia ha parlato oggi del farmaco giapponese sul quale Burioni nutre forti dubbi
luca zaia (ansa)
Luca Zaia (Ansa)

Da ieri è circolata in rete la notizia di un farmaco giapponese che sarebbe utilizzato nel Paese del Sol Levante per trattare i pazienti Covid-19 con ottimi risultati.

Si chiama Avigan ma subito è stato bocciato dal virologo Roberto Burioni attraverso il suo account Twitter.

Il celebre studioso è stato immediatamente sommerso da una valanga di commenti perché pare che le evidenze scientifiche sull'utilizzo dell'Avigan siano comprovate da organismi internazionali accreditati come l'AIFA.

Le autorità cinesi, alcuni giorni fa, sostenevano che il farmaco nipponico, sviluppato dalla Fujifilm Toyama Chemical, si sia dimostrato efficace nel trattamento di pazienti contagiati dal coronavirus.

Il prodotto, secondo media autorevoli, sarebbe stato utilizzato con successo nel trattamento di 340 pazienti tra Wuhan e Shenzhen.

I pazienti a cui è stato somministrato sarebbero risultati negativi, in media, a 4 giorni dalla positività mentre quelli non trattati avrebbero impiegato 11 giorni per arrivare allo stesso risultato.

Inoltre, le radiografie avrebbero confermato miglioramenti nelle condizioni polmonari del 91% dei pazienti a cui è stato somministrato il farmaco.

La percentuale scende al 62% se si considera chi non ha ricevuto Avigan.

Nessun commento ufficiale, al momento, dalla Fujifilm Toyama Chemical.

Ma oggi succede un fatto nuovo.

Nella conferenza stampa di questa mattina il Governatore del Veneto Luca Zaia ha parlato ufficialmente, per la prima volta in Italia, del farmaco giapponese, annunciando la sua sperimentazione a partire, spera, da domani.

Domani mattina la commissione di Aifa valuterà la situazione del nuovo trial clinico dell'Avigan, nome commerciale del Favipiravir.

Gli ospedali potrebbero essere chiamati a sperimentare i farmaci e i pazienti individuati secondo criteri che saranno stabiliti.

Nel giro di un mese si potrebbero avere le prime indicazioni sull'efficacia di questo e di altri farmaci che sono ugualmente in via di sperimentazione.

Non resta che aspettare a casa gli sviluppi di questi studi.

L.P.

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