CRONACA - ITALIA

il caso

"I napoletani sono tutti ladri": per la Procura non è diffamazione

Fa discutere la decisione dei pm di Aosta di archiviare il fascicolo aperto dopo la denuncia di un 48enne partenopeo dopo un battibecco in un locale di Courmayeur
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Immagine simbolo (Pixabay)

Sostenere che "i napoletani sono tutti ladri" non è diffamazione.

Al massimo un'ingiuria, che - visto che il reato è stato depenalizzato - non ha rilevanza penale.

A sostenerlo è la Procura di Aosta, che ha archiviato il fascicolo aperto dopo la denuncia presentata da un cittadino partenopeo protagonista di una disavventura in un locale di Courmayeur.

I fatti risalgono allo scorso gennaio, quando un turista di 48 anni in vacanza in Val d'Aosta è entrato assieme ai suoi figli piccoli in un caffè della cittadina, nota per le sue piste da sci, chiedendo di poter vedere la partita Milan-Napoli.

Per tutta risposta uno dei dipendenti avrebbe detto: "No, perché a noi i napoletani non piacciono".

Il 48enne avrebbe quindi portato fuori i figli, tornando in un secondo momento a chiedere spiegazioni.

A quel punto lo stesso dipendente avrebbe rincarato la dose, spiegando: "Non ci piacciono i napoletani perché sono tutti ladri. Inoltre quando ci sono dei napoletani nel locale fanno sempre casino e spesso rubano i soldi dalla cassa".

Incassato il colpo, il turista si è legato al dito le frasi, rivolgendosi poi alla magistratura.

Ma i pm, dopo gli accertamenti, hanno appunto deciso di archiviare l'inchiesta penale per diffamazione, in quanto le frasi incriminate sarebbero state proferite in assenza di altre persone, eccezion fatta per alcuni avventori stranieri impegnati a vedere una partita di rugby e che dunque non potevano comprendere il contenuto dello scambio di battute.

La decisione ha ovviamente innescato polemiche.

Per il cittadino napoletano, invece, ora non resta che una via per ottenere soddisfazione: intentare un'altra causa, questa volta in sede civile.

(Unioneonline/l.f.)

© Riproduzione riservata

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