CRONACA - ITALIA

Calcio e violenza

Tifoso morto a Milano, arrestato il capo ultrà dell'Inter VIDEO

È finito in manette Marco Piovella, accusato da uno dei tre tifosi arrestati di essere l'ispiratore dell'agguato del 26 dicembre

Nell'ambito dell'indagine sugli scontri avvenuti lo scorso 26 dicembre vicino allo stadio San Siro di Milano tra tifosi dell'Inter e del Napoli - durante i quali è morto Daniele Belardinelli - è stato arrestato il capo ultrà del club nerazzurro Marco Piovella.

Il 34enne, soprannominato "il rosso", è uno dei leader della "Curva Nord", specificatamente dei "Boys S.A.N." ed e responsabile delle coreografie da diversi anni.

Il suo nome era stato indicato da uno dei tre arrestati, Luca Da Ros, come l'ispiratore dell'agguato ai tifosi partenopei.

Inoltre nell'inchiesta c'è un nuovo indagato, Nino Ciccarelli, 49 anni, storico ultrà nerazzurro e fondatore della tifoseria dei Viking.

I TRE ARRESTATI RESTANO IN CARCERE - Intanto restano in carcere, oltre a Da Ros, anche Francesco Baj e Simone Tira, dopo la convalida dell'arresto disposta ieri dal giudice per le indagini preliminari Guido Salvini.

Secondo il gip, i fatti accaduti vicino allo stadio "non sono un 'normale' scontro tra gruppi di tifosi durante una partita o subito dopo di essa nei pressi dello stadio", ma "costituiscono un'azione di stile militare, preordinata e avvenuta a distanza dallo Stadio Meazza tendendo un agguato ai tifosi della squadra opposta".

Gli scontri sono stati espressione "tra le più brutali di una 'sottocultura sportiva di banda' che richiama piuttosto, per la tecnica usata, uno scontro tra opposte fazioni politiche", ha fatto sapere ancora Salvini.

La decisione di convalidare l'arresto dei tre tifosi è legata al fatto che "è altamente probabile che gli indagati, organicamente inseriti nell'ambiente Ultras ove non sottoposti a misure potrebbero concorrere alla dispersione di elementi probatori indispensabili per lo sviluppo delle indagini, e al condizionamento dell'acquisizione di ulteriori prove dichiarative utili alla ricostruzione dei fatti e all'individuazione degli altri responsabili", scrive ancora il gip.

"Vi è il concreto ed attuale pericolo, per le specifiche modalità e circostanze del fatto, nonché per la personalità degli arrestati - come emerge dalla dinamica dei fatti - che gli stessi possano commettere altri delitti della stessa specie di quello per cui si procede", conclude Salvini.

IL PAPA' DI BELARDINELLI: "IL GUIDATORE SI COSTITUISCA" - Nel pomeriggio di ieri ha parlato anche Vincenzo Belardinelli, padre di Daniele, investito da un suv in via Novara durante gli scontri.

"Chi era alla guida si costituisca, lo faccia per noi e per l'uomo che ha ucciso, mio figlio", ha detto, "non aspetti che la polizia lo trovi, perché tanto lo troverà, sono sicuro".

L'uomo chiede di conoscere la verità: "Voci dicono che l'auto sia uscita fuori strada, altri dicono che sia stato investito di proposito, noi non le ascoltiamo, ma vogliamo sapere cosa sia successo", ha dichiarato.

Vincenzo Belardinelli ha concluso definendo il figlio una persona "giudiziosa", che "non avrebbe mai fatto male a nessuno".

(Unioneonline/F)

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