ECONOMIA

L'emendamento

Reddito di cittadinanza solo a chi ha lavorato almeno due anni negli ultimi dieci

Arrivano gli emendamenti al Decretone in commissione Lavoro, e la Lega prova a introdurre modifiche al reddito di cittadinanza
la card su cui verr erogato il reddito di cittadinanza (ansa)
La card su cui verrà erogato il reddito di cittadinanza (Ansa)

La Lega vuole introdurre ulteriori paletti per ricevere il reddito di cittadinanza. Forte del risultato elettorale in Abruzzo, il Carroccio vuole dettare le regole anche sul provvedimento bandiera del Movimento 5 Stelle.

Lo fa con degli emendamenti al "Decretone" con reddito e quota 100 in discussione in commissione al Senato.

Uno prevede un anno di servizio civile obbligatorio per chi richiede il reddito di cittadinanza e ha un'età compresa tra i 18 e i 28 anni. La norma, che richiede una presenza media settimanale di 25 ore, si applica a chi non abbia già svolto il servizio civile.

Un altro prevede che possa beneficiare del reddito solo chi "abbia corrisposto, nei dieci anni precedenti, imposte e contributi da lavoro, in un qualsiasi importo e per almeno 24 mesi, anche non continuativi". In sostanza, bisogna aver lavorato almeno due anni negli ultimi dieci.

Sono 1600 gli emendamenti presentati in commissione Lavoro: circa 900 di Fratelli d'Italia, 230 a testa per Forza Italia e Pd, una settantina tra Lega e M5S, e 140 di Liberi e Uguali.

REGIONI SUL PIEDE DI GUERRA - Intanto Cristina Grieco, coordinatrice degli assessori regionali al Lavoro, denuncia in commissione: "Con il decretone i fondi per la riforma dei centri per l'impiego, utili in ottica del reddito di cittadinanza, sono stati dimezzati rispetto allo stanziamento previsto in manovra. Erano previsi fondi per un miliardo, ora sono 480 milioni per il 2019 e 420 per il 2020". Nel mirino anche l'assunzione dei navigator, con la Grieco che afferma: "Se il Decretone dovesse essere convertito in questi termini, in particolare sull'assunzione dei navigator, facciamo ricorso alla Corte Costituzionale, perché non si tiene conto delle competenze in capo alle regioni".

CONTROLLI SUI DIVORZIATI - Chi ha divorziato dopo il 1 settembre 2018 e fa domanda di reddito di cittadinanza deve certificare di non risiedere più nella stessa casa dell'ex coniuge "con apposito verbale della polizia municipale". Anche questa è una norma ancora non approvata, contenuta in un emendamento del Carroccio che mira a limitare le frodi.

(Unioneonline/L)

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