CULTURA

I dati

"Informazione e spopolamento", la riflessione ad Ales

"Non dimenticatevi del nostro territorio", l'appello unanime alle istituzioni
il seminario su informazione e spopolamento ad ales (foto antonio pintori)
Il seminario su informazione e spopolamento ad Ales (foto Antonio Pintori)

"Non solo numeri e statistiche, ma anche persone e disagio delle comunità". Lo ha ricordato più volte stamani nella sala convegni dell'Unione "Alta Marmilla" ad Ales il presidente dell'Ordine del giornalisti della Sardegna Francesco Birocchi durante il seminario dal tema "Informazione e spopolamento", organizzato dallo stesso Ordine e dal periodico della diocesi di Ales-Terralba "Nuovo Cammino".

Appello unanime alle istituzioni: "Non dimenticatevi del nostro territorio". Ma anche alla stessa zona interne: "Resistere e mettere in campo iniziative, anche in rete, per provare almeno ad arrestare questo triste fenomeno di un inesorabile calo demografico".

I DATI - Poco meno di diecimila abitanti. Ogni decennio, in media, la popolazione si riduce dell'otto per cento. Non va bene neanche per l'istruzione. 27,8 è la percentuale dei docenti che scappano dai plessi del territorio contro una media regionale del 7,8. Ancora il 30 per cento dei residenti supera i 65 anni. Solo alcuni dei dati sullo spopolamento dei venti comuni del territorio emersi stamani durante il seminario. Calo demografico che riguarda anche tutto il territorio della diocesi di Ales-Terralba, che comprende anche la Bassa Marmilla, il guspinese e il villacidrese.

Uno degli ultimi rilevamenti sui sacramenti somministrati: 505 battesimi in un anno a fronte di 1111 defunti. Appena 201 le coppie che hanno celebrato il matrimonio cristiano. IL fenomeno dello spopolamento è stato poi analizzato dall'architetto Nicolò Fenu, che ha dedicato uno studio all'emergenza demografica in tutta l'isola.

IL VESCOVO - Ci ha pensato il vescovo di Ales-Terralba padre Roberto Carboni a raccontare il disagio delle comunità, che si nasconde dietro i dati impietosi dello spopolamento. Il vescovo ha detto: "Le culle vuote significano meno lavoratori per il domani, ma anche meno tasse per la sanità e meno contributi per le pensioni. Anche per la diocesi non è facile. Un parroco per più comunità, con fedeli che ci invitano a non lasciarli senza un sacerdote, perché, sostengono, sarebbe la morte per il loro paese".

Padre Carboni si è anche rivolto ai sindaci: "Anche nel nostro territorio cresce il numero delle badanti. I Comuni investano sulla loro formazione". Ha aggiunto: "37 suicidi negli ultimi due anni in tutta la diocesi, giovani, ma anche molti anziani. Spesso c'è anche il dramma della solitudine e dello sconforto". Il vescovo ha concluso proponendo il concetto della "resilienza": "Tutti insieme dobbiamo trovare le energie per reagire e resistere".

I COMUNI - I municipi intanto ci provano. Lino Zedda, sindaco di Baradili e presidente dell'Unione dei comuni "Alta Marmilla", ha annunciato: Finalmente al via la fase attuativa della Strategia Nazionale per le Aree Interne con 15 milioni per l'Alta Marmilla.

Dopo troppi ritardi manca solo la firma del Ministero alla Coesione territoriale e poi la Regione firmerà i decreti per l'assegnazione delle risorse.Fra gli interventi a Casa Scema ad Ales il primo centro sardo per i disturbi alimentari, un centro per le cure intermedie nel poliambulatorio di Ales e due poli scolastici di eccellenza a Usellus e Ales. Ma anche un nuovo sistema di trasporto pubblico locale".

Il collega di Curcuris Massimo Pilloni ha testimoniato la solidarietà degli amministratori del territorio alla vertenza per il prezzo del latte: "Pastori, siamo con voi".

© Riproduzione riservata

COMMENTI


UOL Unione OnLine

Più Letti
Loading...
Caricamento in corso...