Sono in arrivo grandi novità rispetto allo scorso anno scolastico per i 25.500 studenti che frequentano gli istituti scolastici di Cagliari. Entro il 2026 – assicurano dal Comune e dalla Città metropolitana – saranno riaperti alcuni edifici chiusi da anni per lavori. Al rush finale anche le procedure le mense scolastiche, che Palazzo Bacaredda conta di far entrare in funzione entro settembre. Resta un nodo non secondario: la climatizzazione delle aule, trasformate - con questo clima torrido - in saune. L’unico istituto scolastico in città dotato di aria condizionata è il “Martini” di viale Ciusa, che presto dovrebbe finalmente tornare nelle sede storica. Pronti via L’assessorato alla Pubblica istruzione comunale ha competenza su medie e superiori. I settemila iscritti sono suddivisi in 35 edifici, ai quali vanno sommato i bimbi che frequentano i 33 asili nido comunali e privati. «La novità più importante riguarda la scuola dell'infanzia “Caduti della grande guerra”, Pirri», afferma l’assessora Giulia Andreozzi. «L’edificio di via Italia, chiuso da tre anni per lavori, riaccoglierà finalmente le cinque classi ospitate in via Sanzio». L’orizzonte si fa più chiaro anche per la scuola per l’infanzia di via Pietro Leo. «L’edificio ai piedi del parco di Monte Urpinu, riaperto dopo i lavori di riqualificazione lo scorso Natale, tra poco tempo avrà a disposizione l’area esterna che consentirà a insegnanti e piccoli di stare all’aperto, immersi nel verde». Scuole superiori L’obiettivo più importante della Città metropolitana, che gestisce i 35 edifici che ospitano le scuole superiori cittadine, è aprire dopo tanti anni di chiusura il “Martini” di via Sant’Eusbio. «L’intero fabbricato è stato interessato da un importante intervento di efficientamento energetico, che ha previsto anche l’installazione di un moderno impianto di climatizzazione estiva», spiega Isacco Fanni, consigliere delegato all’Edilizia scolastica. L’istituto tecnico economico, che torna nelle sede storica, lascerà liberò lo stabile di viale Ciusa, per la quale la Città Metropolitana ha già ricevuto diverse richieste di utilizzo da parte di altre istituzioni scolastiche, tra cui l’artistico “Foiso Fois” e lo scientifico “Pacinotti”. Anche il “Riva” di piazza Garibaldi presto avrà nuovi inquilini: i ragazzi del Convitto e un istituto superiore. Ma prima c’è da completare l’opera. «I lavori si trovano attualmente nella fase conclusiva, nel corso dell’intervento si è reso necessario reperire ulteriori risorse finanziarie», precisa Fanni. Sono invece da pochi giorni i lavori al Convitto di via Manno, affidati a una nuova impresa esecutrice dopo l’interruzione determinata dalla rescissione del contratto con la precedente ditta aggiudicataria. L’intervento prevede il restauro e la riqualificazione dell’edificio, con la realizzazione di nuove stanze e nuovi servizi destinati ai convittori. Nell’edificio riqualificato non è prevista attività didattica, che ora si svolge nell’ostello delle scalette del Santo Sepolcro. «I finanziamenti – conclude Fanni – sono stati finalizzati principalmente al miglioramento delle condizioni di sicurezza, alla riduzione della vulnerabilità sismica, alla sicurezza statica e all’efficientamento energetico degli edifici».

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