Cultura » Nuoro

"Le donne parlano di Grazia": il convegno a Nuoro per la "Giornata Deleddiana"

Lunedì 11 Dicembre 2017 alle 13:51


Grazia Deledda

"Le donne parlano di Grazia" è il titolo del convegno internazionale che si svolge domani a Nuoro, in occasione della Giornata Deleddiana che per il 2017 dal canonico 10 dicembre - giorno dell'assegnazione del Nobel – è stata posticipata al 12 per consentire a scuole e studenti di prendere parte alla manifestazione.

Il taglio privilegiato per l'occasione non è quello prettamente letterario, e il focus è sulla figura della scrittrice sarda come donna, ritenuta ancora più centrale dagli organizzatori in un periodo che vive "in rapporto al genere femminile una triste temperie che sembra rigettare la società nella barbarie più oscura".

A parlare di Grazia saranno dunque le donne, con evidenza sulle straordinarie virtù al femminile di questa indimenticata intellettuale capace di tessere i fili della propria crescita umana intrecciandoli con lo sviluppo della società di appartenenza, ancora attestata su costumi e precetti incapaci di permettere, soprattutto alle giovani ragazze, una personalizzazione autentica e al di fuori dalle presunte virtù della pura obbedienza e del dovere onnicomprensivo dell'ambito familiare.

Il convegno - organizzato dall'Istituto Superiore Regionale Etnografico in collaborazione con la Regione Autonoma della Sardegna e Fondazione di Sardegna. - prende il al via alle 10 all'Auditorium "Giovanni Lilliu" con i saluti del Presidente dell'ISRE, Giuseppe Pirisi, del sindaco di Nuoro, Andrea Soddu, e delle autorità regionali.

Ad aprire i lavori, coordinati da Anna Saderi, la relazione di Clara Incani Carta dal titolo "Il punto di vista del geografo sulla relazione di Grazia con la realtà esterna". In serata anche l'intervento dell'onorevole Elena Centemero con una riflessione su "Grazia Deledda: un esempio per le ragazze e le donne".

(Redazione Online/v.l.)

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1 commenti

  • Sardus10 12/12/2017 20:36:04

    l'unico cruccio della Deledda? non aver scritto nella sua lingua natia....probabile che , a quest'ora, nel 2017 non saremmo ancora nella scandalosa situazione che la lingua Romanza con piu' termini latini dopo l'Italiano, il Sardo,oltre a non essere insegnato a scuola ormai non venga nemmeno tramandato dai padri ai figli, nell'ignoranza collettiva che, un dialetto come veniva e viene ancora trattato , non debba avere tale considerazione....grazie alla Politica Italiana in Sardegna