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Ss Trinità, protocolli severi anti Covid-19 al pronto soccorso

Ha accolto 295 pazienti contagiati dal coronavirus in meno di due mesi e mezzo, più tutti gli asintomatici che sono andati al pronto soccorso senza sapere di essere infettati. E “facendo i debiti scongiuri”, come dice il primario, il numero di contagiati tra medici, infermieri professionali e tecnici di laboratorio è il migliore possibile: zero.
Al Santissima Trinità di Cagliari (uno dei tre ospedali Covid-19 dell’Isola, assieme al San Francesco di Nuoro e al famigerato Santissima Annunziata di Sassari), si è investito in sicurezza, e si è incassato il massimo. “Almeno finora”, sospira Giorgio Pia, 66 anni, primario del pronto soccorso dell’ospedale cagliaritano e di quelli di Muravera e Isili. “L’Ats ci ha favoriti in ogni modo, accogliendo le nostre proposte, compresa la tenda del pre-triage all’esterno che ha consentito di non far entrare i pazienti con sospetto Covid nell’edificio del pronto soccorso e di fare la prima radiografia ai polmoni già nella tenda”. Percorsi diversi per la zona verde e per quella rossa, rigorosa applicazione dei protocolli di prevenzione anche quando si è stanchi, e un po’ la soglia di attenzione si abbassa. È lì che si nasconde l’errore, e questo al “Santissima Trinità” lo tengono ben presente.
“A fare la differenza, però”, precisa Pia, “è stato il personale medico, paramedico e tecnico: le istruzioni erano chiare e loro non hanno mai cercato scorciatoie, agendo sempre nel modo migliore. Poi, ha funzionato la sintonia con gli altri reparti coinvolti al Santissima Trinità, particolarmente Malattie infettive e Pneumologia, oltre che ovviamente la Rianimazione”.
Entriamo nell’Area rossa del pronto soccorso del “Santissima Trinità” grazie al video girato dallo stesso primario, Giorgio Pia.

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