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Rosario "per la famiglia": il sindaco difende i manifestanti Lgbt e blocca i carabinieri

Una preghiera "per implorare il fallimento del ddl contro l'omotransfobia": è l'iniziativa del parroco di Lizzano, in provincia di Taranto, che ha sollevato polemiche e la protesta dei locali attivisti Lgtb (il movimento di lesbiche, gay, bisessuali e transgender), scesi in piazza davanti alla chiesa del paese per protestare. Il prelato ha risposto chiamando i carabinieri che giunti sul posto hanno cominciato a chiedere i documenti ai manifestanti per identificarli.
A quel punto è sceso in campo il sindaco del comune pugliese, Antonietta D'Oria, che ha redarguito i militari insistendo sul fatto che quello di manifestazione è un diritto dei cittadini. "Perché non identificate chi sta partecipando alla preghiera" anti-gay? Ha chiesto ai carabinieri, i quali hanno precisato che le procedure di identificazione non sono da confondere con l'arresto. Una spiegazione che non ha però convinto la prima cittadina e molti partecipanti alla manifestazione, secondo cui l'identificazione avrebbe un sicuro effetto intimidatorio.
(Unioneonline/F)

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