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La strage di Ustica quarant'anni dopo: nessuna verità

20.59 e 45 secondi; sono i numeri che segnano una delle più gravi tragedie aeree del nostro Paese. È l'ora esatta in cui, il 27 giugno del 1980, proprio 40 anni fa, il DC-9 della compagnia aerea privata italiana Itavia, in volo da Bologna a Palermo, precipitò nel Mar Tirreno tra le isole di Ponza e Ustica, con 81 persone a bordo: morirono tutte. Tra loro, 13 bambini.
Da quel momento ha avuto inizio anche uno dei più grandi misteri della storia italiana, fatto di insabbiamenti, incidenti, suicidi e morti sospette, registri e tracciati radar cancellati, documenti spariti nel nulla; un "muro di gomma" per nascondere cosa sia realmente accaduto nei cieli del Mediterraneo quella tragica notte.
Tante le ipotesi: dalla bomba al cedimento strutturale, alla collisione aerea ma l'ipotesi più accreditata è che il velivolo si sia trovato al centro di un vero e proprio combattimento tra aerei Nato - per lo più americani e francesi - e Mig libici.
"Sulla strage di Ustica bisogna trovare risposte risolutive, arrivare ad una ricostruzione piena e univoca di quanto avvenuto, con l'impegno delle istituzioni e la aperta collaborazione dei Paesi alleati", ha detto il Capo dello Stato Sergio Mattarella.
(Unioneonline/F)

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