Libano, Unifil lancia l’allarme: «Violenta escalation, scambi di fuoco e attacchi aerei sempre più intensi»
Sempre più rischiosa la missione dei sassarini: «Preoccupante la crescente presenza di forze israeliane nel territorio»(Ansa)
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Sempre più preoccupante la situazione in Libano, dove il conflitto tra Israele e Hezbollah sta facendo segnare una ulteriore escalation.
I soldati dell’Unifil, tra cui ci sono 1.300 italiani e 500 della Brigata Sassari, restano dislocati nella loro area di operazioni nel Libano Meridionale e lungo la Linea Blu, in mezzo al fuoco incrociato tra le parti.
«La violenta escalation di ieri sera segna un ulteriore e preoccupante deterioramento della situazione», si legge in un comunicato diramato oggi, 18 marzo, da Unifil.
«I pesanti scambi di fuoco, l’intensificarsi delle attività aeree e terrestri e la crescente presenza di forze israeliane in territorio libanese sono sviluppi profondamente preoccupanti», fa sapere il comando di Unifil. E «altrettanto preoccupanti» sono «gli ordini di evacuazione emessi dalle parti in conflitto, che colpiscono i civili su entrambi i lati della Linea Blu».
Unifil richiama le parti a rispettare la Risoluzione e ad arrivare a una cessazione delle ostilità. I caschi blu restano comunque «dislocati in tutta la nostra area di operazioni nel Libano meridionale e lungo la Linea Blu, segnalando le violazioni, fungendo da collegamento tra le parti e, ove possibile, facilitando l'accesso umanitario e la protezione dei civili».
Oggi (QUI le notizie del 18 marzo sulla guerra) le truppe israeliane hanno bombardato diverse località del sud del Libano per sostenere l’avanzamento delle truppe di terra. Avanzata che l’Idf sta accompagnando con una «distruzione sistematica dei villaggi per impedire il rientro della popolazione civile», ha riferito il ministro della Cultura libanese Ghassam Salame.
L’Idf ha annunciato anche bombardamenti sui ponti del fiume Litani, l’obiettivo israeliano è quello di crearsi una zona cuscinetto più ampia. E il ministro della Difesa Israel Katz proprio oggi ha annunciato «importanti sorprese su tutti i fronti, che intensificheranno la guerra che stiamo conducendo contro l’Iran e Hezbollah».
Un’eventuale riconsiderazione della presenza dei caschi blu spetterebbe all’Onu, ma ieri lo stesso ministro Crosetto ne ha sottolineato l’importanza: «Le Nazioni Unite hanno deciso che la missione Unifil finirà il prossimo anno. I primi a chiederci di rimanere in questa fase sono gli stessi libanesi e le stesse Nazioni Unite, e gli stessi contingenti si rendono conto del valore di questa missione di pace per far finire anche questa guerra che è in corso».
La missione, dunque, non si tocca. Ma è cambiato lo scenario, e cambiano anche le priorità: la prima ora è quella di «garantire la sicurezza dei militari», ancor più dopo che due giorni fa un sassarino è stato ferito dai detriti di un missile. E garantire aiuti alla popolazione civile con cibo, kit d’emergenza e medicinali. Far rispettare la Risoluzione Onu è praticamente impossibile.
(Unioneonline/L)
