Cinque cagliaritani bloccati a Dubai: «Da due giorni in hotel»
Altri due bartender sardi: «Un drone esploso a un chilometro da noi»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Migliaia di voli cancellati per la guerra. La più grande chiusura dei cieli nella storia dell’aviazione civile mondiale. Un gigantesco blocco che ha lasciato a terra anche tanti turisti sardi. Epicentro della disavventura: Dubai e dintorni, lo snodo del traffico aereo internazionale diventato, da sabato, la prigione per nulla dorata di vacanze non gradite.
Lì si trova bloccata da sabato Giorgia Chessa, 49enne cagliaritana, con marito, sorella e una coppia di amici. «Verso le 15 la compagnia ci ha comunicato la chiusura dello spazio aereo. Alle 20 (di sabato) ci hanno chiesto di uscire dall’aeroporto per raggiungere l’albergo: ad aspettare gli autobus credo fossimo in tremila. Partivano ogni trenta minuti». Ora sono in un albergo, «se così si può chiamare».
Gli spazi aerei sono chiusi “fino a nuovo avviso”: «Sembra che riprogrammino il volo il 3 marzo. Ma è ancora tutto incerto».
TERZO GIORNO DI GUERRA, LA DIRETTA
Valeria Cardia, 36 anni, di Belvì, è reduce da ore difficili insieme a Lorenzo Imbesi, 25enne di Genoni. I due bartender dovevano prendere «servizio alle 18.40 di sabato». A quell’ora un drone «intercettato e ugualmente neutralizzato è esploso a meno di un chilometro da noi. I responsabili della struttura in cui lavoriamo hanno attivato il piano di emergenza e siamo stati evacuati». All’alba di ieri la seconda esplosione. «L’azienda – spiegano Cardia e Imbesi – ha deciso di restare chiusa. Ma siamo fiduciosi: viviamo in una delle nazioni più sicure del mondo».
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