L'atto di accusa della Procura di Pavia contro Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto del 2007, è pesante come un macigno e scagiona, di fatto, chi per quel delitto è già stato condannato in via definitiva: l'ex fidanzato della giovane commercialista, Alberto Stasi, che sta finendo di scontare i 16 anni che gli sono stati inflitti. Il 6 maggio, convocato per l'interrogatorio a Pavia dove si è avvalso della facoltà di non rispondere, Sempio si sente elencare minuziosamente dai pm tutte le accuse a suo carico. E l'aggiunto Stefano Civardi gli comunica che da parte sua contro Chiara vi era stata un'aggressione che, dopo il rifiuto delle sue presunte avance, era diventata «cieca e sproporzionata», un «annientamento furioso concentrato sul volto e la testa, come se l'intento fosse cancellare ogni traccia della persona che si era opposta». Gli hanno anche spiegato che i «nuovi elementi emersi» «destituiscono di qualsiasi fondamento il «“movente pornografico” in capo a Stasi» e, per contro, «forniscono solidi elementi sul tentativo dell'approccio sessuale di Sempio», perché l'indagine ha fatto venire alla luce circostanze ed elementi fattuali del tutto nuovi rispetto alle indagini dell'epoca e rispetto ai procedimenti successivi», finiti in archivio. In sostanza, Sempio è accusato di aver detto solo menzogne per 20 anni.

Non solo: dalla rilettura di un'intercettazione ambientale del 2017 la Procura di Pavia arriva a sostenere anche che Andrea Sempio in uno dei suoi soliloqui «sembra riferirsi all'orario in cui si sarebbe presentato a casa della vittima il giorno dell'omicidio». Nelle trascrizioni dell'audio dell'8 febbraio 2017 si legge che il 38enne dice: «È successo qualcosa quel giorno (...) era sempre lì a casa (...) però ca..o (...) alle nove e mezza».

Eppure Chiara Poggi, parlando con il fidanzato Alberto Stasi, non ha mai fatto riferimento ad approcci legate alle strane chiamate telefoniche ricevute e nemmeno di sospetti su Andrea Sempio. Lo ha detto lo stesso Stasi sentito dagli inquirenti il 20 maggio 2025, come riportato oggi da diversi quotidiani: «Chiara ha mai fatto riferimento ad approcci legati a quelle strane chiamate ricevute qualche giorno prima del delitto?». «No, non l'ha fatto. Ragionando in termini ipotetici, credo sarebbe dipeso da altri fattori: se in quel momento l'avesse ritenuto importante, se non era distratta da altre cose».

Stasi ricorda invece l'accenno sulle avance di un collega. Il procuratore Fabio Napoleone gli chiede se Chiara avesse mai citato l'indagato Andrea Sempio. «No». E se lui ha avuto sentore che qualcuno potesse aver visto i video intimi. «Che io sappia no, anche a distanza di tempo». Chiara sospettava che il fratello se ne fosse accorto? «Tendo ad escluderlo».

Intanto per la nuova “Bpa", l'analisi delle macchie di sangue, ci sono altre tracce sulle scale della cantina in cui fu ritrovato il corpo di Chiara Poggi. Lo riporta il Corriere della Sera: vicino all'ingresso quello che sembra lo stampo di una mano sinistra sporca di sangue, e poi altri segni a forma di C rovesciata, con angoli squadrati, lasciati in più punti. Per gli inquirenti, è possibile che è lì che sia stata appoggiata a terra l'arma imbrattata di materiale ematico.

(Unioneonline)

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