Shoah, Meloni: «Condanniamo la complicità del fascismo». Mattarella: «La barbarie rinasce quando la ragione si offusca»
La premier: «Una pagina buia della storia italiana, le leggi razziali un'ignominia». Segre: «Oggi si può e si deve parlare anche di Gaza»«Nel Giorno della Memoria ricordiamo i nomi e i cognomi delle vittime e rinnoviamo la memoria di ciò che è successo, anche attraverso la preziosa testimonianza dei sopravvissuti e dei loro discendenti. Oggi celebriamo i Giusti di ogni Nazione, che non esitarono a mettere a rischio la loro vita per opporsi al disegno nazista e salvare vite innocenti. In questa giornata torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni. Una pagina buia della storia italiana, sigillata dall'ignominia delle leggi razziali del 1938».
Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel giorno dedicato al ricordo delle vittime dell’Olocausto: «Purtroppo, a distanza di molti anni – continua Meloni nella nota – l'antisemitismo non è stato ancora definitivamente sconfitto. È un morbo che è tornato a diffondersi, con forme nuove e virulente. Oggi ribadiamo il nostro impegno per prevenire e combattere ogni declinazione di questa piaga, che avvelena le nostre società e ha l'obiettivo di demolire i principi di libertà e rispetto che sono alla base della coesione sociale».
Intanto al Quirinale si è tenuta la cerimonia per il Giorno della Memoria con le alte cariche dello Stato, la senatrice Liliana Segre e i sopravvissuti Edith Bruck e Sami Modiano.
«Si può e si deve parlare di Gaza nel Giorno della Memoria – ha scandito Segre - si può parlare di Iran, Iran, Ucraina e tutto ciò che chiama in causa l’umanità, ma non si può usare Gaza contro il giorno della Memoria. Non può succedere che diventi occasione di una vendetta contro le vittime di allora».
Quindi l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Il tentativo messo in atto dalla Germania nazista, di cancellare gli ebrei dalla faccia dell'Europa, racchiude in sé, in modo emblematico, tutto il male che l'uomo è in grado di commettere quando si lascia contagiare, per superficialità, per indifferenza, per viltà, per interesse, dal virus dell'odio, del razzismo, della sopraffazione. Quando la ragione si offusca fino a spegnersi, quando gli innati sentimenti contrapposti di umanità - la solidarietà, il senso della propria dignità e della responsabilità che ne consegue, la pietà - si inaridiscono, la barbarie rinasce e il valore di libertà, di pace, di fratellanza, proprio di ogni uomo e di ogni donna, cede al suo contrario, generando guerra, schiavitù, violenza, sterminio».
(Unioneonline/D)
