Ha confessato di aver ucciso a coltellate Giovanni Musu e ha chiesto scusa alla famiglia della vittima, ma nelle sue dichiarazioni spontanee – pronunciate ieri mattina davanti al giudice Giorgio Altieri – William Serra non ha saputo (o voluto) spiegare la ragione dell’efferato delitto. Ma la famiglia dell’uomo ucciso con tredici fendenti, uno dei quali alla gola, ha già fatto sapere di non essere disposta al perdono.

Si è svolto ieri mattina davanti al Gip del Tribunale di Cagliari che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere l’interrogatorio del 38enne di Carbonia, arrestato con l’accusa di omicidio.

Serra, difeso dall’avvocato Fabio Basile, non ha risposto alle domande del giudice, ma ha rilasciato dichiarazioni spontanee nelle quali ha reso una piena confessione dell’omicidio, chiedendo perdono ai familiari e rendendosi disponibile ad accompagnare i carabinieri a recuperare il coltello, gettato tra la vegetazione del parco del monte Rosmarino durante la fuga la notte tra venerdì 16 e sabato 17 gennaio. Nessun riferimento, però, al movente o alle ragioni del delitto. 

«Le scuse» ha ribattuto Michele Musu, figlio della vittima, attraverso l’avvocato Marco Zusa, «suonano più come un tentativo di migliorare la propria posizione che come sincero pentimento. Nessun perdono dunque».

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