Sfregio a Saccargia: ok al progetto da 27 pale eoliche col silenzio-assenso della Regione
Torri alte 200 metri a breve distanza dalla basilica, autorizzato il piano Nulvi-Ploaghe: l’ira dei comitatiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Allarme pale eoliche a Saccargia. Ben 27, alte 200 metri e da 121,5 megawatt a breve distanza dalla basilica. La Erg Wind Energy – secondo una sentenza del Tar del 14 febbraio che conferma decisioni precedenti – ha conseguito l’autorizzazione in forma tacita per il piano Nulvi-Ploaghe, davanti al silenzio-assenso della Regione. E la legge 20, subentrata in seguito, non poteva “bocciare” il maxi progetto di repowering: infatti, se è vero che le torri eoliche prima erano 51, il taglio netto di 24 pale non significa che sarà un intervento meno invasivo. Alle accuse del Presidio permanente del Popolo sardo fa il paio la rabbia degli attivisti del Comitato Gallura, che avevano presentato un esposto: «Ma non è la fine della storia».
I comitati
Maria Grazia Demontis, portavoce del comitato Gallura, avverte: «Mentre la Regione si è fatta battere in Tribunale, arroccandosi su una legge, la 20 del 2024, che sapeva essere fragile, ha lasciato chiusa nel cassetto l’unica vera arma letale per fermare questo scempio: l’annullamento in autotutela per via tecnica». Il Coordinamento Gallura, assieme al Comitato Sarcidano, ha consegnato l’estate scorsa all'assessore all’Industria Emanuele Cani e alla governatrice Alessandra Todde una serie di documenti che renderebbero quell'autorizzazione carta straccia.
Il Presidio
Davide Fadda, del Presidio permanente del popolo sardo, aggiunge: «L’atteggiamento di lavarsi le mani come Ponzio Pilato, utilizzato peraltro in tante procedure autorizzatorie, e la produzione normativa regionale cassata nella sua totalità dalla Consulta, può produrre una serie di disastri in tanti altri luoghi della nostra terra».
Mozione Pratobello
Intanto, dopo Selargius, presto sarà il turno di Cagliari. Nel Consiglio di Palazzo Bacaredda la mozione Pratobello 2026 sarà discussa in una delle prossime sedute. Ieri è stata iscritta all’ordine del giorno della tornata consiliare, ma è difficile che possa essere discussa sabato.
Tutti i dettagli su L’Unione Sarda in edicola e sull’Unione Digital
