Dirà la sua, forse. Magari proverà a dare una sorta di spiegazione a quei 40 minuti di cieca e spietata follia che, all'alba di giovedì, hanno distrutto per sempre due famiglie. Oppure sceglierà, ancora una volta, il silenzio.

Alessandro Pintus – il muratore 39enne accusato di aver ucciso a Margine Rosso, nel litorale di Quartu, il fratello Andrea (42 anni) a colpi di pistola dopo che, neanche mezzora prima, a Solanas, aveva ridotto in fin di vita con un singolo proiettile al viso la moglie Michela Rubiu (47enne di Sinnai) – comparirà oggi davanti al Gip di Cagliari per l'udienza di convalida. Ma quando l'indagato, accusato di omicidio e tentato omicidio aggravato, si troverà davanti alla giudice Ermengarda Ferrarese, il pubblico ministero Giangiacomo Pilia potrebbe avergli già contestato anche un nuovo gravissimo reato: il tentato omicidio di un testimone oculare che avrebbe assistito al litigio con la moglie, davanti al bar di famiglia di Solanas, in via Al mare, sfociato poi nel colpo di pistola sparato contro la donna.

Questa mattina è in programma anche la perizia necroscopica sul corpo di Andrea Pintus: sarà effettuata dal medico legale professor Roberto Demontis all'Istituto di Medicina legale dell'ospedale Brotzu, dove la salma è stata trasportata nella tarda mattinata di giovedì. Gli inquirenti e il sostituto procuratore Giangiacomo Pilia vogliono sapere quanti colpi di pistola Alessandro Pintus abbia sparato all'indirizzo del fratello e quanti si siano poi rivelati mortali.

Michela Rubiu resta invece ricoverata in Rianimazione al Brotzu: le sue condizioni, molto gravi, sono stazionarie, per questa sera nella frazione turistica è stata organizzata una fiaccolata che prenderà il via dopo la messa.

Sul posto, i carabinieri di Quartu e del Nucleo Investigativo di Cagliari hanno effettuato un accurato sopralluogo alla presenza del magistrato, dottor Pilia, e dello stesso medico legale Demontis, in merito al quale non sono trapelate indiscrezioni.

Il dossier informativo su questa prima fase delle indagini è stato girato al magistrato dai carabinieri, che indagano sotto le direttive del maggiore Michele Cerri e del luogotenente Vittorio Piras.

La pistola utilizzata da Alessandro Pintus è stata trovata dai carabinieri nell’auto dell’uomo, una Ford, ed è stata posta sotto sequestro.

Col passare delle ore il quadro indiziario di Pintus sembra inoltre aggravarsi con gli investigatori che sono ormai quasi certi della premeditazione, visto che il muratore 39enne, ore prima della tragedia, avrebbe anche girato alcune telecamere a circuito chiuso che riprendevano il bar di Solanas, dove poi avrebbe aggredito e tentato di uccidere la moglie.

Ulteriori dettagli e approfondimenti negli articoli di Raffaele Serreli, Francesco Pinna e Piera Serusi sull’Unione Sarda in edicola e sull’app

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