Una telefonata allarmante, un sms che sembra arrivare dalla banca, una chat che spinge a fare subito un pagamento. I tentativi di truffa ai danni degli anziani sono sempre più frequenti e, in molti casi, la differenza tra perdere migliaia di euro e tornare a casa con i propri risparmi intatti la fa chi lavora dietro uno sportello postale.

Accade anche a Oristano, dove Sandra Pusceddu, operatrice di accoglienza della sede di via Mariano IV, racconta di assistere con sempre maggiore frequenza clienti che sospettano di essere finiti nel mirino dei truffatori. «Diverse sono le persone vittime di tentate truffe telefoniche o informatiche che arrivano in ufficio postale chiedendo di essere aiutate. La tempestività è un fattore fondamentale per avviare tutte le procedure necessarie per bloccare la situazione e denunciare quanto accaduto». 

Il fenomeno trova conferma anche negli episodi registrati nel territorio. Lo scorso marzo un’anziana stava per effettuare una ricarica Postepay da 2 mila euro dopo essere stata raggirata al telefono. L’intervento di un operatore postale, insospettito dal comportamento della donna e dalle continue conversazioni sul cellulare, ha permesso di bloccare l’operazione prima che il denaro venisse trasferito ai truffatori. Un caso che dimostra come l’attenzione del personale possa rivelarsi decisiva.

Da 22 anni in Poste Italiane, Sandra accoglie ogni giorno circa 150 clienti. Un lavoro che non si limita a indirizzare gli utenti allo sportello giusto, ma richiede ascolto, pazienza e capacità di riconoscere situazioni di difficoltà. «Sono diversi i casi in cui siamo riusciti a evitare che questi tentativi di truffa riuscissero», spiega l’operatrice. 

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