Il conflitto

Zelensky a Putin: «Incontriamoci» 

La Russia respinge la proposta del confronto al G20: «Venga lui a Mosca» 

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Kiev. Zelensky ha proposto di incontrare Putin al G20 di Miami. Ma da Mosca è arrivata una doccia gelata. «Venga lui a Mosca», ha replicato il Cremlino. Il presidente ucraino aveva detto di essere pronto a confrontarsi con lo zar nel prossimo vertice dei leader mondiali, qualora Putin avesse deciso di parteciparvi, con l'obiettivo di «parlare e prendere decisioni», poiché ciò che conta, «sono i risultati». L’idea è stata rispedita al mittente. A New Delhi, dove si tiene il vertice del Paesi Brics è stato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, a ribadire la posizione di Mosca secondo cui un eventuale incontro fra i due presidenti potrebbe svolgersi soltanto nella capitale russa. Interpellato sull'ipotesi che possa essere presa in considerazione una sede alternativa, Peskov ha poi risposto: «C'è la disponibilità a incontrarlo a Mosca».

Botta e risposta

Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, anche lui nella capitale indiana, ha rincarato la dose definendo «sfacciata» la richiesta di Zelensky all'Occidente di nuove difese aeree. Per il leader ucraino, al suo Paese, con l’inverno che si avvicina, servono almeno 120 missili Patriot al mese, che «potremmo ricevere dagli Stati Uniti, attingendo alle scorte o alle linee di produzione», ma «al momento i ritmi produttivi non sono elevati, di conseguenza, l'utilizzo delle scorte esistenti rappresenta un'opzione percorribile». Secondo Lavrov, «le forniture di armi all'Ucraina ostacolano di fatto la soluzione del conflitto, coinvolgono i Paesi della Nato e rappresentano un gioco con il fuoco».

Tentativi di pace

Il velenoso botta e risposta tra i due contendenti alimenta le tensioni e allontana una soluzione diplomatica nonostante i tentativi degli Stati Uniti che con la visita di Steve Witkoff e Jared Kushner a Mosca e Kiev, lo scorso fine settimana, hanno cercato di rilanciare i colloqui di pace. Tutto appare inutile. Non si fermano infatti i raid incrociati fra i due Paesi che si sono susseguiti nella giornata di ieri con un bilancio tragico. A quattro anni e mezzo dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, la Russia intensifica gli attacchi con missili e droni contro numerose infrastrutture civili, causando un numero crescente di vittime. Anche Kiev incrementa le le incursioni a lungo raggio in territorio russo, colpendo in particolare raffinerie e depositi logistici. Attacchi russi sferrati nella notte di venerdì hanno provocato almeno quattro morti in Ucraina: due a Zaporizhzhia e altri due nello stabilimento di Arcelor Mittal nel centro del Paese, secondo le autorità locali e l'azienda. Nella città portuale di Odessa a sud, affacciata sul Mar Nero, raid russi con missili e droni hanno colpito edifici residenziali, distruggendo interi piani e causando 35 feriti tra i quali un neonato di cinque mesi. Nel tardo pomeriggio di ieri un velivolo senza pilota ha attraversato l'Ucraina e la Moldavia, schiantandosi al suolo in Romania. L'impatto del drone - secondo quanto hanno riferito le autorità di Bucarest - ha causato solo un piccolo incendio.

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