Dai primi casi segnalati alla Polizia Postale all’emergenza, con decine e decine di denunce e richieste di chiarimenti, il passo è stato breve. In poco tempo la nuova truffa su WhatsApp, anche in città, ha raggiunto numeri allarmanti: molti gli account clonati così come i raggiri tentati, con la richiesta di soldi inviata a tutti i contatti presenti nel profilo rubato. Il tutto con la tecnica ribattezzata “zero click”: secondo quanto ricostruito dagli agenti della Postale, la clonazione dell’account WhatsApp avviene senza che l’utente se ne accorga e non è necessaria una sua azione. I criminali informatici sfrutterebbero una vulnerabilità di versioni non aggiornate di iOS e dell’app WhatsApp sui dispositivi Apple. E quando la vittima si accorge della clonazione, scatta la vendetta dei truffatori con l’invio a tutta la rubrica di immagini pedopornografiche con l’obiettivo di provocare il blocco del numero.
Il pericolo
Ancora non c’è un numero preciso di denunce, ma di giorno in giorno aumentano e, comprese le segnalazioni arrivate telefonicamente o via mail, si avvicinano oramai alle cento. Si tratta di querele cautelative: persone che si accorgono (perché avvisate da amici che ricevono strani messaggi) del furto del proprio account WhatsApp e lo segnalano ufficialmente alla Polizia. Dalle varie indagini condotte anche a livello nazionale, sembra che il cuore pulsante della truffa sia all’estero.
Richieste d’aiuto
Dopo aver ottenuto il controllo del profilo WhatsApp, i truffatori informatici inviano una serie di messaggi ai contatti della vittima simulando situazioni di necessità. «Ho perso il telefono, puoi aiutarmi?», «Ho bisogno urgente di denaro per un’urgenza, puoi farmi un bonifico?». Il tutto avviene senza lasciare traccia sul dispositivo principale della vittima inconsapevole.
Non sembra che le truffe siano state a buon fine: non ci sarebbero ancora denunce di persone che hanno effettuato bonifici o inviato soldi dopo aver ricevuto i messaggi dal numero della persona con WhatsApp clonato.
I consigli
Quando il proprietario dell’account scopre il tutto, scatta la vendetta del cybercriminale con l’invio di immagini pedopornografiche che possono far scattare il blocco dell’account WhatsApp. Il consiglio della Polizia Postale è quello di effettuare sempre gli aggiornamenti del proprio telefono cellulare, disinstallare l’app WhatsApp e installarla nuovamente dopo l’aggiornamento. (m. v.)
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