Muravera.

«Vogliamo un futuro per il nostro ospedale» 

I medici ai consiglieri regionali della Commissione Sanità: siamo senza personale 

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Mandare a Cagliari un paziente che arriva al Pronto Soccorso con una semplice frattura «è imbarazzante». E allora «diteci quale futuro state disegnando per il San Marcellino». Lo hanno chiesto in maniera forte e chiara i medici dell’ospedale di Muravera (e gli amministratori del Comune) che ieri hanno incontrato la sesta commissione del Consiglio regionale. A presiederla Carla Fundoni: «Siamo qua – chiarisce subito – in seguito alle richieste dei sindaci del territorio e per raccogliere le criticità e por portarle all’attenzione dell’assessorato».

Manca il personale

La prima criticità, comune a tutti i reparti, è la carenza di personale. Lo spiega bene Cristiana Sogliano, vicesindaca di Muravera e responsabile del laboratorio analisi: «Ci sono 4 tecnici per coprire turni di 24 ore, è impossibile». Ancora peggio in Oncologia: «Sono sola – aggiunge Elisabetta Pedditzi – ed è estenuante. Con numeri, tra l’altro, in continuo aumento. Fateci sapere se l’Oncologia deve andare avanti oppure no. Io sono allo stremo». Ancora più netta Sabrina Pedditzi, la responsabile del Pronto Soccorso: «Lo spartiacque tra un ospedale e un non ospedale è la Rianimazione, con un servizio di anestesia 24 ore su 24. Si faccia chiarezza sulla “mission” del San Macellino». Quanto alla carenza di personale «non è tanto la distanza che frena i medici e il personale sanitario – aggiunge Peddistzi – ma la questione sicurezza. I colleghi non vengono anche perché mancano dei servizi e dunque non si sentono sicuri». Non serve tutto «ma almeno alcune specialità non possono mancare – dice ancora – ad esempio l’Ortopedia. È disumano che uno per una frattura sia costretto ad andare a Cagliari, diamo un'immagine di ospedale da terzo mondo».

I numeri

Corrado Gromo, responsabile della Chirurgia, ribadisce il concetto: «Prima eravamo in quattro, adesso solo in due. Facciamo quello che possiamo ma è davvero difficile andare avanti». Così come in Radiologia «dove siamo in sei – spiega Marco Mura – ma ci si divide col Santissima Trinità. Al netto siamo in quattro e poi manca un numero adeguato di infermieri. La Tac che abbiamo lavora molto meno rispetto a quello che potrebbe».

Commissari

In commissione, assieme a Carla Fundoni, ci sono Camilla Soru, Valter Piscedda, Giuseppe Frau. E poi Paolo Truzzu, Corrado Meloni e Alice Aroni. In più – per dimostrare l’attenzione della Regione verso il San Marcellino - il presidente del Consiglio Piero Comandini. Tutti ascoltano, annotano, percepiscono l’immensa potenzialità di un presidio che d’estate serve un bacino di centomila persone. «Dobbiamo trovare il giusto percorso – conclude Fundoni – per dare un senso al San Marcellino. E un senso ai presidi periferici lo si da rendendoli vivi e facendo in modo che eroghino i servizi. La carenza di personale è un problema che non si risolve nell’immediato. Di certo c’è da ampliare la rete formativa e stimolare anche i più giovani a venire qui. Anche con incentivi economici». Ma soprattutto c’è da stabilire la vera “mission” del San Marcellino: ritornerà ad essere un ospedale?

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