Serdiana.

Una maxi colletta per don Mario Cugusi 

Recuperati i 69mila euro rubati alla parrocchia da un finto poliziotto 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Parrocchiani, amici e semplici conoscenti. Tutti mobilitati in soccorso di don Mario Cugusi, il parroco di Serdiana vittima di una truffa telefonica che si è conclusa con il prosciugamento del conto corrente della parrocchia. Lì erano depositati 69mila euro frutto di un finanziamento regionale che don Mario aveva ottenuto per il restauro della chiesa campestre di Santa Maria di Sibiola.

La generosità

La gara di solidarietà ha consentito di recuperare in pochi giorni quasi l’intera somma. «Le comunità di Serdiana e del Parteolla hanno dato una risposta straordinaria – dice commosso don Mario – ho ricevuto il contributo di moltissimi parrocchiani. Ma anche da Cagliari e da altri centri della Sardegna. Un grazie particolare alle aziende vitivinicole per la loro grande e discreta generosità. E, naturalmente, al nostro vescovo monsignor Giuseppe Baturi. Domenica scorsa era qui da noi per la festa patronale, ci aveva promesso un aiuto e così è stato». Con i soldi raccolti, circa 60mila euro, don Mario potrà onorare gli impegni contrattuali con le imprese che hanno eseguito i lavori a Santa Maria di Sibiola.

Lavori in salvo

Il rischio, in caso di inadempienza, era quello di perdere l’intero contributo regionale. «Possiamo tirare un sospiro di sollievo. Con i soldi raccolti possiamo pagare le fatture per la seconda tranche dei lavori. Non ci saranno ritardi», ha detto don Mario Cugusi.

La mobilitazione popolare rappresenta un grande attestato di stima per don Mario, un prete da sempre schierato dalla parte degli ultimi, con la sua attenzione per il sociale e per la cultura. A lui va il merito del recupero e della valorizzazione del patrimonio storico e archeologico delle chiese di Sant’Eulalia e del Santo Sepolcro a Cagliari.

L’impegno

A Serdiana, grazie al suo impegno, in questi anni è stata restaurata la chiesa di San Salvatore e recuperati i vecchi locali dell’oratorio. «Questa brutta storia mi ha segnato profondamente – ammette don Mario – ho avuto però la piacevole sorpresa di vedere tanta gente mobilitata. Persone che non vedevo da tempo. In questi giorni ho ricevuto la visita del mio primo allenatore di minibasket, conosciuto a Guasila 51 anni fa. È venuto personalmente a trovarmi e a darmi il suo contributo».

Nessuna novità, intanto, sul fronte delle indagini. Non c’è traccia del truffatore, un uomo dal forte accento napoletano che ha chiamato don Mario al numero fisso della parrocchia spacciandosi per un ispettore di polizia. I soldi, versati dal sacerdote, con due distinti bonifici bancari su un conto indicato dal malvivente, sono probabilmente già finiti all’estero attraverso canali difficilmente tracciabili.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi