Industria

Eurallumina, soldi finiti: bastano solo per pagare lo stipendio di maggio 

I sindacati lanciano l’allarme:  «I fondi annunciati non ci sono» 

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All’Eurallumina di Portovesme è di nuovo allarme: dopo il pagamento degli stipendi, il 27 maggio, i fondi disponibili saranno esauriti. A meno che non si materializzino i soldi annunciati dal Governo, 9,6 milioni che avrebbero dovuto garantire sei mesi di tranquillità, gli stipendi sono a rischio, così come i pagamenti dei fornitori e la stessa sicurezza degli impianti.

Attesa vana

A distanza di sei mesi dalla clamorosa protesta dei 4 operai asserragliati a trenta metri di altezza per due settimane, la situazione rischia di esplodere ancora una volta. A lanciare l’allarme è stata la stessa Eurallumina, nel corso di un vertice in Confindustria con i sindacati nei giorni scorsi. La Rsa Eurallumina (Enrico Pulisci, Simone Zucca e Davide Boi, con le i segretari territoriali Emanuele Madeddu (Filctem Cgil), Nino D’Orso (Femca Cisl) e Pierluigi Loi (Uiltec Uil) chiedono l’intervento urgente dello Stato e si dicono pronti ad ogni forma di mobilitazione. Intanto per l’11 giugno il Ministro delle Imprese Adolfo Urso ha convocato l’incontro sulle principali vertenze del Sulcis legate al polo industriale di Portovesme: Eurallumina, Sider Alloys e Portovesme srl. Ma nell’area industriale l’emergenza è già scattata: per i lavoratori Eurallumina dopo il pagamento della mensilità di maggio il futuro è incerto. «A oggi – si legge in una nota delle organizzazioni sindacali – non risulta stanziata alcuna posta di bilancio specifica nella legge Finanziaria 2026 a copertura dei costi di gestione derivanti dal congelamento, nonostante le rassicurazioni ricevute nei mesi scorsi e gli impegni manifestati dallo stesso Ministro al Mimit che annunciava lo stanziamento di 9,6 milioni di euro destinati alla gestione operativa dello stabilimento. Questa procedura rappresenta la soluzione ponte in attesa degli sviluppi delle interlocuzioni in seno al comitato di sicurezza finanziaria, finalizzata alla soluzione definitiva per revocare il regime sanzionatorio tuttora vigente nei confronti di Eurallumina». Tirando le somme le sanzioni sugli asset di Eurallumina sono ancora in piedi ma i fondi annunciati per la gestione dello stabilimento in attesa della soluzione ancora non ci sono. Con il pagamento degli stipendi del 27 maggio, si esauriscono i fondi disponibili di Eurallumina. Il futuro fa paura, la possibilità di ingiunzioni di pagamento è dietro l’angolo. «Qualora non vengano reperite nuove risorse – dicono rsa Eurallumina e segreterie territoriali – eventuali azioni legali e decreti ingiuntivi, anche per importi limitati, potrebbero far scattare una crisi irreversibile».

La richiesta

I sindacati hanno scritto al Ministro Urso chiedendo che il vertice dell’11 sia anticipato, vista l’incertezza per la copertura della mensilità di giugno, e che ci sia una convocazione specifica per il caso Eurallumina. Dopo la clamorosa protesta dello scorso inverno, sono possibili nuove iniziative se non arriveranno risposte. «Abbiamo atteso per mesi – si legge nella nota di Filctem, Femca e Uiltec e della rsa – abbiamo incontrato il management, l’Agenzia del demanio, il commissario straordinario. Abbiamo prodotto dossier, partecipato a tavoli. Davanti all’inerzia del Governo, che non ha stanziato in tempo utile le risorse necessarie e ad oggi non ha fornito alcuna certezza sul loro reperimento, ci riserviamo di attivare ogni forma di mobilitazione adeguata che nostro malgrado saremo costretti ad attuare in difesa dei 186 lavoratori di Eurallumina».

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