Feste popolari e religiose, chiese, tradizioni, case in ladiri, antichi portali, un museo religioso, folklore: tutto incastonato in un territorio quasi completamente pianeggiante, adatto ad essere percorso a piedi o in bicicletta. Così Serramanna prova a riscoprirsi in chiave turistica, e lo fa chiamando a raccolta le strutture ricettive e tutti gli operatori in ambito culturale per mettere a punto un “pacchetto” da proporre ad un viaggiatore che cerca, sempre di più, un’alternativa alle gettonate spiagge e zone costiere. È questo il senso del convegno, previsto per domani alle 18,30 nella sala Vico Mossa, che diventa l’occasione per mettere insieme le potenzialità di un paese che si affaccia per la prima volta nel mercato turistico, turismo lento (partendo dal Cammino Francescano a cui Serramanna ha formalmente aderito lo scorso anno), religioso e ambientale, enogastronomia.
La scomessa
«Serramanna non ha ancora avviato un processo di promozione turistica che ne metta in risalto i punti di forza e che consenta la nascita di un ecosistema di imprese, attività, iniziative di ambito turistico in modo coerente e di qualità – dice il sindaco Gabriele Littera – bisogna mettere le basi per un percorso che prevede proprio la realizzazione degli interventi di costruzione di una destinazione turistica autentica: una rete in cui ogni operatore, produttore e artigiano diventa una voce del paese». A Serramanna (oltre 8 mila abitanti) non esistono alberghi, solo alcuni b&b, ma le sue campagne, pianeggianti e con una viabilità facilmente percorribile a piedi e in bicicletta, le tantissime produzioni agricole stagionali, le architetture in ladiri, chiese, museo e spazi espositivi possono rappresentare gli elementi di partenza per questo percorso. «Il nostro territorio, ed ancora più la nostra comunità, possono essere uno snodo importante per il turismo rurale, enogastronomico, culturale e religioso per l'interno del Sud Sardegna», prosegue Littera.
Meta turistica
Perché un viaggiatore dovrebbe scegliere Serramanna per una visita? La risposta arriva da Michela Medda, vicesindaca con deleghe allo Sport, tempo ibero e turismo: «Serramanna rappresenta una Sardegna autentica, ancora legata alla terra, alle tradizioni e alla cultura agricola. Abbiamo chiese, case in ladiri, antichi portali, museo religioso, ritrovamenti nuragici, folklore e tanto altro avvolti da una comunità viva e accogliente» spiega Medda, che apre simbolicamente le porte di Serramanna ai visitatori che, però, «debbono superare l’idea che senza il mare un territorio non si abbia valore turistico».
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