Iglesias.

Tutti a caccia dei romanzi “liberati” 

Libri lasciati in ogni angolo della città per chi voglia leggerli e condividerli 

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Libri in libertà per le strade, le piazze e i parchi di Iglesias. Anche in città si sta diffondendo l’iniziativa “Libri in giro” che, ormai da qualche anno, rappresenta un originale invito alla lettura e al ricircolo di libri ormai letti e ai quali si vuole dare un’altra vita attraverso nuove mani e nuovi occhi. Il messaggio è semplice lasciare in qualsiasi angolo della città un libro e un pensiero a chi volesse leggere e rimettere un circolo lo stesso volume o un altro, con un nuovo messaggio personale allegato. Un successo non a caso nella città recentemente selezionata tra le finaliste per diventare capitale italiana del libro 2027.

La pioniera

Una tra le prime persone a “liberare” un libro a Iglesias è stata Manuela Casu: «Mi era capitato tempo fa di conoscere attraverso delle amicizie in comune questa iniziativa. L’idea di poter far leggere ad altre persone dei testi che ho gradito, e che mi hanno regalato emozioni, mi ha da subito interessato e quindi ho liberato il mio primo libro in una panchina di piazza Sella». Da allora, anche attraverso la comunicazione sui canali social, questa simpatica e inclusiva forma di condivisione e invito alla lettura ha preso sempre più piede, coinvolgendo un numero crescente di partecipanti. «Sono contenta - continua Manuela Casu – di aver in qualche modo favorito e stimolato lo scambio culturale, soprattutto attraverso questa forma che in maniera allegorica permette ai libri, e ai protagonisti degli stessi, una nuova vita liberandoli dagli scaffali o librerie di casa dove spesso vengono dimenticati e lasciati a prendere polvere».

Come funziona

L’idea è questa: si lascia in un qualsiasi luogo pubblico un libro contenente un pensiero o una dedica, data di rilascio e la città nella quale è stato liberato. Chi lo trova può, dopo averlo letto, tenerlo oppure rimetterlo in circolo. «Si tratta – spiega Daniela Aretino, archivista e paleografa – di una importante operazione culturale. Siamo in tanti ad amare ancora il libro stampato; trovarne uno in giro mentre si passeggia, si viaggia o si sorseggia caffè, può essere motivo di curiosità che contiene, implicito, un invito chiaro: “leggimi, sono qui per te”. Spesso questo approccio può essere un valido e stimolante mezzo per riproporre e condividere la lettura cartacea».

Il plauso

L’iniziativa non poteva non trovare il plauso e l’apprezzamento di Giancarlo Loi, storico libraio cittadino. «Qualsiasi forma di promozione alla lettura – racconta Loi – deve essere apprezzata e supportata. Soprattutto in questi tempi nei quali si preferiscono forme di intrattenimento e di conoscenza più semplici e forse meno impegnative, come per esempio programmi televisivi spazzatura, internet (in cui, nel bene e nel male, puoi trovare di tutto) e tante altre distrazioni che non richiedano un eccessivo uso del cervello. Così, prendere in mano un libro e leggerlo, sta diventando sempre più raro». Giancarlo Loi può essere definito un antesignano dei “libri in giro”: «Da ormai tanti anni – spiega – allestisco una bancarella davanti alla mia libreria in via Sarcidano, con libri (per la maggior parte di scrittori locali) che metto a disposizione di chi li voglia, a fronte di una piccola offerta».

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