WASHINGTON. Gli Stati Uniti alzano l’allerta per gli americani in Medio Oriente sulla scia dei timori di una “rapida” escalation fra lo scontro in atto dell'Arabia Saudita e gli Houthi e l’alta tensione con fra Teheran e Washington. Parlando di “cose molto importanti” all’orizzonte nella guerra contro l’Iran, il commander-in-chief è rientrato in anticipo da Campa David e ha ribadito di essere in una “fase decisionale” sulle sue prossime mosse.
«La mia domanda è: se e quando farò saltare in aria l'intera nazione? È meglio che si comportino bene», ha detto in un’intervista a Fox il presidente Donald Trump. Un attacco a stretto giro appare improbabile. Da settimane l’amministrazione ripete che una nuova fase del conflitto potrebbe aprirsi dopo le elezioni di metà mandato di novembre. Il presidente ha in programma una fitta agenda di incontri nei prossimi giorni, prima all'Assemblea generale dell'Onu poi alla Casa Bianca dove riceverà il presidente cinese Xi Jinping. Una settimana quindi cruciale per raccogliere tutti gli elementi e delineare la sua strategia. Martedì Trump incontrerà i paesi del Golfo per fare il punto sulla guerra in Iran e parlare delle prossime fasi.
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