New york. Venti di guerra tornano a spirare nel Golfo. L’Iran ha risposto all’attacco americano a Larak prendendo di mira obiettivi americani in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti. «Replicheremo. Li colpiremo duramente», ha tuonato Donald Trump ai microfoni di Fox promettendo vendetta contro i missili lanciati da Teheran. Secondo indiscrezioni riportate da Axios, il commander-in chief sta valutando la possibilità di sferrare attacchi limitati nello Stretto di Hormuz – “ma non ho intenzione di usare armi atomiche. Non c’è motivo di farlo. Sono stati sconfitti militarmente” – per impedire all’Iran di recuperare le sue capcità radar e missilistiche destinate a colpire le navi. Un piano in questo senso è già stato elaborato dal Us Central Command e ha il sostegno del capo del Pentagono Pete Hegseth. Il presidente potrebbe approvarlo a breve in seguito all'ultima escalation.
Escalation
Lo scambio di attacchi giunge al termine di 30 giorni di nervi tesi ma di relativa calma, dopo la retromarcia del presidente americano che ha optato per una guerra economica invece che per un conflitto su larga scala, sulla scia dei timori per le carenti scorte di armi e munizioni e degli appelli alla calma degli alleati del Golfo.
Minacce incrociate
«Non stiamo cercando la guerra, ma non rimarremo mai calmi di fronte a qualsiasi aggressione e daremo una risposta decisiva agli aggressori», ha affermato il presidente dell'Iran, Masoud Pezeshkian. Teheran ha chiarito che i suoi missili sono stati lanciati in "autodifesa” contro l'escalation americana. Gli Stati Uniti hanno invece precisato che l'attacco a Larack «non è stata un'aggressione» ma una misura di difesa. Si è trattato di «un'azione limitata e precisa contro le unità dei pasdaran impegnate nella posa di mine, che rappresentavano una minaccia imminente nello Stretto di Hormuz», ha messo in evidenza il Us Central Command. Versione smentita dagli iraniani, mentre la Marina delle Guardie rivoluzionarie ha riferito di «una superpetroliera» in fiamme nello Stretto «dopo aver urtato due mine marine». Secca la smentita delle forze armate americane. «Falso. Nessuna nave ha urtato mine nello Stretto di Hormuz», ha assicurato il Us Central Command. Il botta e risposta preoccupa il Golfo e innervosisce i mercati. Gli Emirati Arabi Uniti hanno condannato gli ultimi attacchi dell’Iran definendoli un’escalation pericolosa. La Lega Araba ha invitato Teheran «a cessare di utilizzare falsi pretesti per minacciare la sicurezza e la stabilità nella regione», mentre l’Egitto ha esortato a riavviare il dialogo.
Mercati e petrolio
Mentre Wall Street è in calo con il riaccendersi delle tensioni e il petrolio avanza deciso di oltre il 3% riaccendo l’attenzione sullo Stretto, Trump, oltre alle minacce verbali e ad aver definito l’Iran «miseramente fallito», ha pubblicato un video creato con l’intelligenza artificiale con l’isola di Kharg che viene fatta saltare in arie e «ridotta in macerie». Un post che il vicepresidente JD Vance ha definito come un «messaggio a Teheran», al quale il presidente vuole dire: «Fermatevi o ci saranno conseguenze».
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