Nuove misure per l’impatto del caro carburanti sulle famiglie e sulle imprese. Il governo è al lavoro e sul tavolo c’è soprattutto il futuro del taglio sulle accise del diesel: il decreto che prevede una riduzione di 17 centesimi al litro scadrà il 5 settembre. L’orientamento dell’esecutivo, però, sarebbe quello di non procedere con un’ulteriore proroga. A pesare sono da un lato i costi elevati della misura per i conti pubblici, dall’altro i benefici ritenuti ormai limitati sui prezzi effettivamente praticati alla pompa. Il governo starebbe quindi valutando strumenti alternativi, più mirati, per contenere i rincari senza gravare eccessivamente sulle finanze dello Stato.
Dall’altra parte, Pd e Alleanza Verdi e Sinistra utilizzano i dati sugli aumenti dei prezzi negli ultimi cinque anni per criticare l’operato del governo Meloni e denunciare il peggioramento delle condizioni economiche di famiglie e imprese. Per Antonio Misiani, responsabile Economia del Pd, l’aumento del costo della vita si inserisce in un quadro caratterizzato da economia stagnante, rincaro dell’energia, elevata pressione fiscale e povertà. Secondo il dem, la retorica sui risultati dell’esecutivo sarebbe distante dalla realtà quotidiana degli italiani.Il presidente dei senatori Pd Francesco Boccia accusa il governo di affrontare il problema dei carburanti con interventi temporanei, senza una strategia strutturale. Il Pd propone misure sugli extraprofitti, accise mobili automatiche, aiuti selettivi per le famiglie e le imprese più esposte e controlli sui margini. Anche il capogruppo di Avs al Senato, Peppe De Cristofaro, denuncia la riduzione degli acquisti da parte delle famiglie e un governo «distante anni luce» dai problemi reali del Paese.
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