La corsa verso il calendario delle guardie mediche passa da scelte vincolate. D’ora in avanti la priorità dell’Asl Ogliastra sarà garantire la copertura dell’ambulatorio di Tortolì. Le altre dieci sedi verranno assegnate di conseguenza, Tortolì permettendo. Il cambiamento di gestione è di portata storica. Se finora i medici contattati per i cosiddetti turni volanti potevano indicare la destinazione, adesso sarà l’operatore del distretto Asl a veicolare la proposta, partendo da Tortolì, sede che spesso è rimasta chiusa per mancanza di medici i quali, sovente, hanno preferito ambulatori periferici e meno affollati. «La disposizione nasce dalla necessità di garantire un’adeguata copertura dei turni nella sede di Tortolì, principale centro ogliastrino, caratterizzato da un bacino di utenza particolarmente elevato». Recita così la circolare del distretto che ha l’obiettivo di salvaguardare quanto più possibile il diritto all’assistenza di 15mila persone (alla sede fanno riferimento anche le comunità di Girasole e Lotzorai).
Tempo di cambiamenti
Il piano geografico dei punti di guardia medica è vecchio di 48 anni. Nel 1978 l’assessorato alla Sanità aveva istituito 11 sedi in Ogliastra. Stesso numero di oggi, ma rispetto ad allora l’attualità è macchiata dalla carenza di medici. A fine anni Settanta scoppiò il fenomeno della pletora medica, condizione di marcata floridezza del numero di camici bianchi. Nessuno all’epoca si poneva il problema di dover coprire i turni negli ambulatori centrali e periferici. Oggi il vento è cambiato.
Le reazioni
Christian Loddo è sindaco di Talana, uno degli undici centri che ospita la guardia medica. Dire che la decisione dell’Asl non lo soddisfi è un eufemismo: «Hanno voglia di dirci che non dobbiamo piangerci addosso, qua sta andando tutto a ramengo. Da amministratore sto solo aspettando che finisca questo incubo per il quale siamo impotenti». È l’idea di accentrare tutto su Tortolì che spaventa il primo cittadino: «Se vogliamo leggere la comunicazione come un’altra mazzata per i piccoli centri e per accelerare il processo di spopolamento delle aree interne ci stanno riuscendo benissimo». La circolare ha generato malumori anche a Bari Sardo, altra sede di guardia medica: «All’ambulatorio di via Grazia Deledda - dichiara il sindaco, Ivan Mameli - fanno riferimento anche Cardedu e Loceri. Parliamo, stando ai dati Istat, di una popolazione che supera 7mila residenti. Comuni che assieme sfiorano la quota di 500mila presenze turistiche. Credo che prima di effettuare certe scelte aziendali che ricadono sulla pelle dei cittadini occorrerebbe esaminare i dati e conoscere il territorio. Soluzione tampone come queste tappano un buco e ne creano altri».
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