Lo strappo

«Non c’è un Psd’Az senza sardisti» 

I dissidenti riuniti a Orgosolo con Moro: via i vertici del partito 

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«Siamo qui, da dove è partita la “guerra” della Pratobello 24, quella legge che tutti stanno tenendo “ a cuva ” (nascosta, ndr )», tuona dal palco dell’auditorium di Orgosolo, Giovanni Piras, professione agronomo. Soprattutto, lulese e sardista nel profondo, che all’ex governatore Solinas non le manda a dire: «È ora di smetterla con questo segretario che non mi ha mai risposto neppure al telefono da quando occupa quel posto». Il presidente del Partito sardo d’azione, Antonio Moro, aggiunge: «Serve certamente un congresso per discutere le nuove linee programmatiche del Psd’Az, ma rilevo che sono tanti i sardisti che vorrebbero lavorare alla proposta di un nuovo presidente e di un nuovo segretario».

Dialogo

È la parola che ricorre, ieri a Orgosolo. Sì, è quel vocabolo che i numerosi sardisti arrivati qui reputano imprescindibile ma «troppo spesso snobbato dal nostro segretario», ripetono in coro. Insomma, i dissidenti alzano i toni, anche alla luce dell’incontro cagliaritano, alla fiera, convocato da Christian Solinas sabato mattina, 24 ore prima. «Il segretario Solinas ha detto che il Psd’Az era a Cagliari? Bene, rispondo che a Orgosolo ci sono i sardisti», attacca Moro. «Il Partito sardo d’azione senza i sardisti è come un battito senza il cuore». Dunque, le fazioni appaiono distanti. I dissidenti non hanno alcuna voglia di indietreggiare. Sabato Cagliari, con Solinas a far gli onori di casa. Domenica i malumori interni al Partito sardo d’azione sono sfociati tutti, dal cuore dell’Isola. Un “ atobiu ” (incontro, ndr ) programmato da tempo. E se il segretario dal capoluogo sardo ha ostentato il suo slogan « Nois, bi semus », la risposta orgolese non si è fatta attendere. «Ci siamo anche noi», precisa Pasquale Mereu, sindaco e tra i primi sostenitori della legge Pratobello 24, conquista animata da oltre 200 mila firme contro la speculazione energetica. «Vogliamo realmente rinnovare il partito. Il nostro obiettivo prioritario è quello di dare ai sardi risposte serie e concrete, quelle che finora non sono arrivate dal nostro partito». E ancora: «Al segretario Solinas contestiamo soprattutto un modo di fare: ovvero, quello di non aver più coinvolto gli iscritti. Non ha fatto più riunioni o incontri, sarebbero stati fondamentali per sentire gli umori della gente, innanzitutto le problematiche dei sardi».

L’appello

Il coro è unanime. Giovanni Columbu, regista ed ex presidente del Psd’Az, si fa portavoce di un sentimento che accomuna: «Vorrei fare un invito a tutti i sardisti. Bisogna rivisitare i valori che sono alla base del Partito sardo d’azione. Dobbiamo cercare di affrontare i problemi della Sardegna». Concetti chiari, che Giovannino Boccognano mostra di gradire assai. Questo arzillo 88enne, giunto in Barbagia di buon mattino da Santa Teresa di Gallura, alza il pollice. Il presidente Antonio Moro, invece, guarda al partito di domani: «Ripeto, occorre un congresso per discutere le nostre nuove linee politiche. Tanti sardisti auspicano un cambiamento: devono essere messi nelle condizioni di vedere garantiti i loro diritti».

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