Latina

Sette anni, annega nel centro termale 

Il bocchettone della piscina potrebbe averlo bloccato sott’acqua 

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Latina. Ancora un caso di un bambino annegato in piscina, e ancora una volta la tragedia è avvenuta in un centro termale, questa volta a Suio Terme, in provincia di Latina. Qui, intorno alle 16 di ieri pomeriggio, un bambino di sette anni è annegato nella piscina di un complesso del comune di Castelforte, dove era arrivato da Roma con la sua famiglia per qualche giorno di vacanza. Dopo la chiamata dei soccorsi, sul posto è accorsa subito un’ambulanza, accompagnata da un’auto medica, e quindi un’eliambulanza Pegaso. Malgrado i tentativi di rianimazione da parte del personale sanitario, durati interminabili minuti, per il piccolo non c’è stato nulla da fare.

L’indagine

Sul posto ieri pomeriggio sono accorsi anche i carabinieri della compagnia di Formia, che hanno dato il via alle indagini. Tra le prime ipotesi al vaglio degli investigatori, anche se ancora da confermare, quella di un bocchettone della piscina che avrebbe impedito al bimbo di tornare in superficie in tempo per prendere aria. Il corpo del piccolo è stato sequestrato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria, con la procura di Cassino che coordina le indagini sul caso. Alle verifiche, delle quali si occuperanno i militari dell’Arma del comando provinciale di Latina, il compito di stabilire cosa sia successo, accertando eventuali responsabilità della struttura termale, una delle più all’avanguardia del sud della provincia di Latina.

Numeri allarmanti

Il piccolo, originario di Roma, era arrivato nel territorio pontino con la sua famiglia per qualche giorno di vacanza. Neanche una settimana fa un altro bambino, in questo caso di 12 anni, era morto in una piscina idromassaggio in un hotel di Pennabilli, vicino Rimini, annegando dopo esser rimasto incastrato in un tubo di aspirazione. Questa la prima conclusione a cui è giunto l’esame autoptico, richiesto dalla procura. Tre le persone iscritte nel registro degli indagati per omicidio colposo, vale a dire il direttore, l’amministratore della società proprietaria della struttura e il responsabile della manutenzione. Nonostante i numeri siano nettamente migliorati rispetto a qualche decennio fa, secondo il Rapporto 2026 del ministero della Salute, realizzato con il coordinamento dell’Istituto superiore di sanità, nel biennio 2024-2025 ci sono stati 604 decessi per annegamento in Italia (263 nel 2024 e 341 nel 2025). In otto casi su dieci erano maschi e circa il 23% degli annegamenti riguarda bambini e giovani fino a 24 anni.

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