Regione

Manovrina, 250 milioni per la sanità 

Il Pd in pressing: «Troppe criticità, usiamo la variazione per affrontarle» 

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Circa un terzo del tesoretto sarà dedicato alla sanità. Annunciata come il provvedimento della svolta per il futuro dell’Isola, come il più importante della legislatura vista la quantità di risorse svincolate (750 milioni di euro per tre anni), la variazione di primavera servirà soprattutto a supportare il comparto su cui ogni anno già converge la metà del bilancio della Regione. Non ci sarebbero molte alternative, vista la crisi del sistema della salute in Sardegna. Lo ha già ribadito mercoledì in Aula il capogruppo del Pd Roberto Deriu, che ha richiamato il Consiglio «alle proprie responsabilità di fronte alla grave crisi del sistema sanitario sardo», sottolineando «la necessità di compiere una variazione di bilancio nell’immediato».

Interventi

Perché immediate sono le necessità a cui far fronte: cento medici in meno all’anno, la crisi della medicina generale e dei servizi territoriali. «Il problema – ha aggiunto il Dem – è che con i mezzi che abbiamo a disposizione non riusciamo a reintegrare questo numero». Così, a cascata, vanno in crisi il sistema dell’emergenza-urgenza, i pronto soccorso e il sistema ospedaliero. Tutto ciò ha origine nel mondo accademico che «non riesce a sfornare un numero adeguato di professionisti». Il Pd ha anche quantificato l’ammontare di questi interventi: circa cento milioni di euro a vantaggio delle strutture sanitarie da stanziare proprio con la variazione di bilancio che sarà portata in Giunta dall’assessore al Bilancio Giuseppe Meloni (Pd) entro la prossima settimana. Un altro centinaio di milioni sarà utilizzato per l’adeguamento (obbligatorio) del fondo sanitario regionale all’aumento di quello nazionale. Sempre il capogruppo del Pd ha dichiarato che l’urgenza di stanziare queste risorse con la variazione di bilancio dovrebbe diventare una priorità anche per le opposizioni, vista la loro mozione sulle criticità della sanità sarda discussa (e bocciata) mercoledì scorso in Consiglio.

La minoranza

Ma, ha chiarito ieri il primo firmatario di quella mozione, il capogruppo di FdI Paolo Truzzu: «Certamente le risorse servono, ma se anche fossimo in una condizione di risorse infinite non riusciremmo a risolvere i problemi perché manca un’idea complessiva di come organizzare il sistema ed evitare gli sprechi. Bisogna cominciare a pensare non solo alla necessità di avere più soldi da spendere ma anche a controllare come si spendono». Secondo Stefano Tunis (Sardegna al Centro 20Venti), «stiamo vivendo uno stallo surreale. Nessun idea da parte della maggioranza di quale direzione dare a questa legislatura né sul piano della spesa né su quello della strategia. Con una presidente seconda solo a Trump per numero di post e per aderenza alla realtà». Il vicecapogruppo Fausto Piga ricorda invece che la variazione in questione sarà comunque approvata con notevole ritardo: «A gennaio era data per imminente, è stata presentata come la variazione più importante della legislatura ma, al momento, non emerge alcun intervento strategico. Forse perché non si hanno le idee sufficientemente chiare su come spendere questi soldi».

L'idea originale

Fondi a disposizione grazie all’esito positivo della trattativa Regione-Stato sulle entrate che ha consentito di iscrivere in bilancio risorse aggiuntive pari a 1 miliardo e 700 milioni di euro. L’idea originale, per i 750 milioni della manovrina, era di non frammentare le risorse, di scegliere piuttosto due o tre politiche importanti (sanità, misure contro lo spopolamento, attrazione di investimenti, interventi sulla filiera bovina) e puntare su quelle.

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