L’analisi.

Sei litri d’acqua su dieci persi per strada 

Rete idrica obsoleta, Abbanoa in campo: cantieri per 10 milioni di euro 

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In un’Isola che aspetta la pioggia e misura i centimetri di acqua caduta con la preoccupazione di chi sa quanto possa diventare preziosa, c’è un paradosso difficile da ignorare: oltre sei litri su dieci di quelli immessi nella rete idrica, a Cagliari non arrivano a destinazione. Si perdono lungo il percorso, tra condotte vecchie e infrastrutture che richiedono di essere rinnovate. È il 64,6% la fotografia scattata da “Ecosistema urbano 2026”, il rapporto annuale di Legambiente e Ambiente Italia, in collaborazione con Il Sole 24 Ore, sulle performance ambientali di 106 capoluoghi italiani. Un dato che assegna alla Città del sole la maglia nera regionale in termini di dispersione idrica e lo colloca tra le ultime sei del Paese.

Il dato

«Una criticità cronica e consolidata più che un’emergenza improvvisa», osserva Giorgio Querzoli, Responsabile scientifico di Legambiente Sardegna. La media nazionale della dispersione idrica si attesta attorno al 34,7%: a Cagliari il valore è quasi doppio. E il problema non riguarda soltanto il capoluogo: nell’Isola più della metà dell’acqua immessa nelle reti si perde prima di arrivare alle case. «Questo accade – spiega Querzoli – perché mancano importanti investimenti per manutenzioni e rifacimento delle reti di distribuzione». Alcuni interventi sono già stati fatti, ammette, «ma tanto resta ancora da fare».

I lavori

I dati analizzati, registrati nel corso del 2025, non tengono però conto delle opere concluse nel corso di quest’anno. Sono due infatti gli interventi importanti portati a termine da Abbanoa. Il primo ha riguardato il rifacimento totale della condotta che unisce i serbatoi del colle di San Michele a quello del colle di Monte Urpinu, una delle dorsali principali della città. Il secondo ha interessato la rete idrica di Villanova, con il rifacimento delle condotte e degli allacci all’utenza in diverse vie del quartiere. Due interventi costati complessivamente 10 milioni di euro con cui «è stata aggredita una situazione critica di partenza, i cui frutti si vedranno nelle prossime analisi».

«Scelte coraggiose»

Sul fronte ambientale, Cagliari si piazza al 32° posto nazionale, con un indice di sostenibilità del 62,9%, ma perde nove posizioni rispetto all’anno scorso. Resta comunque il capoluogo sardo meglio classificato. A sostenere il risultato contribuisce la gestione dei rifiuti, con buoni livelli di raccolta differenziata e la tariffa puntuale adottata in tre capoluoghi. Anche il verde pubblico e alcuni indicatori della mobilità offrono elementi positivi, pur in un quadro che presenta ancora criticità. «Le reti idriche e il ritardo nella mobilità ciclabile impongono scelte politiche più coraggiose», avverte Marta Battaglia, presidente di Legambiente Sardegna. La sfida, sottolinea, è una strategia urbana per il clima che investa in infrastrutture verdi, trasporto pubblico ed efficienza idrica. «Non servono opere faraoniche – conclude Querzoli –, ma ogni intervento urbano deve andare nella direzione giusta», rendendo il suolo più permeabile, riducendo il calore e aggiungendo alberi e spazi verdi.

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