Più di dodici mesi dalla proposta di Bruxelles, oltre dodici ore di negoziati serrati nelle stanze del Consiglio Ue a Lussemburgo. È un accordo raggiunto a tarda sera quello strappato dai ventisette ministri dell’Agricoltura Ue sulla nuova Politica agricola comune post-2027. Un’intesa solo parziale, che definisce l’architettura generale della futura Pac ma che rimanda la definizione di cifre e risorse al più complesso negoziato in corso sul quadro finanziario 2028-2034.
Il Consiglio Agrifish «ha riportato la Pac al centro dell'agenda politica europea», ha esultato il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, che sul tavolo degli omologhi europei ha portato anche la richiesta di estendere gli aiuti eccezionali della Pac per l'aumento dei prezzi dei fertilizzanti anche al rincaro dei carburanti agricoli. Forte del sostegno di diverse capitali, da Lisbona a Bucarest, il ministro ha ottenuto da Bruxelles l'impegno a valutare le «implicazioni» di un eventuale allargamento della maglia degli aiuti in quanto questione «urgente» da affrontare.
Lo scenario
A fronte di un'intesa strappata all'unanimità sulla Pac, Lollobrigida ha rivendicato il ruolo dei ministri nel ripristinare «maggiore autonomia e visibilità» per la storica politica agricola comune, alla quale la proposta di Bruxelles aveva invece affidato un ruolo solo «marginale» nel prossimo bilancio. Lollobrigida «ha difeso con determinazione gli interessi degli agricoltori e la sovranità alimentare europea», nelle parole del capodelegazione di Fratelli d'Italia al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, mentre l'eurodeputata di Avs Cristina Guarda, ha definito l'intesa «un disastro» per la politica agricola europea. La vera battaglia sarà ora quella sulle risorse ma, intanto, i ministri dell'Ue si sono assicurati ulteriori margini di flessibilità rispetto alla proposta di Palazzo Berlaymont di luglio 2025, sollevando le «preoccupazioni» del responsabile Ue per l'agricoltura, Christophe Hansen, che si è, però, detto «fiducioso» di poter raggiungere un compromesso più equilibrato nel negoziato con l'Eurocamera, che non dovrebbe prendere il via prima dell'inizio del 2027. La presidenza irlandese ha mantenuto la struttura suggerita da Bruxelles per riunire in un unico piano nazionale gli attuali due pilastri della Pac: i pagamenti diretti e il fondo per lo sviluppo rurale. Il compromesso lascia flessibilità alle capitali per attuare la definizione comune di agricoltore «attivo» e include un nuovo regime di sostegno al reddito decrescente basato sulla superficie.
L’ambiente
Allentate, tra le critiche delle organizzazioni green, diverse misure ambientali, rendendo facoltativi i piani di transizione e gli aiuti al settore biologico. L'intesa è stata raggiunta a ventisette ma diverse capitali, Italia inclusa, hanno fatto sapere che porteranno le richieste rimaste insoddisfatte nel negoziato con l'Eurocamera. Per Roma, la linea rossa «inaccettabile» è l'eliminazione dal compromesso della condizionalità sociale, ovvero le norme che subordinano la concessione degli aiuti della Pac al rispetto delle condizioni di lavoro agricolo.
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