Reazioni.

Scontro tra gli schieramenti 

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Il Campo largo ha toni trionfalistici, il centrodestra parla di una vittoria del popolo sardo, non della Giunta regionale. «Su Cala Finanza abbiamo avuto ragione – è il commento a caldo della governatrice Alessandra Todde dopo il ritiro dell’autorizzazione – il Governo ha provato a decidere al posto nostro ma ha dovuto arrendersi all'evidenza e fare un passo indietro, revocando l'autorizzazione Zes». Replica subito Pietro Pittalis, deputato e segretario di FI: «Questa vicenda ha visto il popolo sardo opporsi con determinazione a un intervento considerato incompatibile con la tutela di uno dei tratti più preziosi della nostra costa».

La presidente

Anche Todde, come il suo vice Giuseppe Meloni, ricorda che «fin dal primo giorno abbiamo difeso la nostra posizione in ogni sede istituzionale perché sapevamo che erano in gioco principi fondamentali: il rispetto del nostro territorio, del Ppr e delle competenze che lo Statuto speciale attribuisce alla Sardegna». Poi: «Non è mai stata una battaglia contro gli investimenti o contro lo sviluppo». Per il M5S Sardegna «la revoca dell'autorizzazione unica è una vittoria delle comunità locali e di chi ha difeso senza ambiguità il diritto dell'Isola a decidere sul proprio territorio». In ogni caso, «su Cala Finanza il Governo Meloni ha commesso un errore grave».

M5S e Pd

Il Movimento 5 Stelle Sardegna che ha sostenuto questa battaglia fin dall'inizio, con atti parlamentari, iniziative istituzionali, presenza sul territorio, sostegno alla mobilitazione dei cittadini e una posizione netta: le coste della Sardegna non sono terra di conquista». Marco Meloni, senatore del Pd, ritiene che «la revoca dell'autorizzazione per Tavolara Bay sia una buona notizia e dimostri che il governo aveva sbagliato a chiudere frettolosamente la questione, respingendo l'opposizione della Regione. Una posizione, quella della Regione, a tutela delle norme paesaggistiche e delle competenze in materia di governo del territorio che lo Statuto speciale le attribuisce. E che devono essere rispettate e difese in modo rigoroso».

FdI

Fratelli d’Italia è di opinione diversa: «Le dichiarazioni degli esponenti del Partito Democratico e del M5S sulla vicenda del progetto di Cala Finanza rappresentano l'ennesimo tentativo di riscrivere una storia amministrativa i cui passaggi sono invece chiari e documentati», dichiara la deputata Barbara Polo. «Come già evidenziato dal senatore Giovanni Satta il progetto non è nato improvvisamente né è stato imposto dall'alto. La procedura ha seguito un iter amministrativo ben preciso che ha coinvolto il Comune di Loiri Porto San Paolo, il quale aveva già espresso le proprie determinazioni prima dell'intervento della Struttura di Missione Zes, che per legge opera esclusivamente in presenza dell'assenso delle amministrazioni locali. Per questo – aggiunge l’esponente di FdI - appare poco credibile il tentativo di far passare l'idea che amministratori ed esponenti politici del territorio fossero completamente all'oscuro di un investimento di tale portata».

L’assessore

Infine l’assessore regionale al Turismo, Franco Cuccureddu: «Il gruppo che ha previsto questo investimento è un grandissimo gruppo internazionale, hotellerie di grande livello, molto presente nel mercato americano – ha spiegato – quindi investimenti con soggetti così autorevoli e importanti sicuramente sono auspicabili in Sardegna, ma solo se si rispettano assolutamente tutte le norme». (ro. mu.)

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