Il bilancio.

«Ma la Zes funziona bene: con sgravi e semplificazioni sta creando posti di lavoro» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

«La Zes è uno strumento formidabile, che ha creato in rapporto alle autorizzazioni uniche rilasciate un numero enorme di nuove attività e posti di lavoro». Lo afferma Aldo Cadau, commissario straordinario della Zes Sardegna prima dell’istituzione della Zona economica speciale Unica del Mezzogiorno (oggi guidata dal commissario Giosy Romano) che abbraccia, oltre all’Isola, anche Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia. Attiva dal 1° gennaio 2024 grazie al “Decreto Sud”, ha già prodotto risultati «molto positivi anche in Sardegna», anche in termini di posti di lavoro.

Obiettivi

L’obiettivo dichiarato è dare manforte alle regioni del Centro-sud, il cuore del beneficio è semplice: le imprese che investono in beni strumentali nuovi (macchinari, impianti, immobili produttivi ecc.) ricevono un credito d'imposta utilizzabile in compensazione fiscale. Per la Sardegna l'intensità dell’agevolazione è del 50% per le piccole imprese, del 40% per le medie e del 30% per le grandi, percentuali maggiorate del 10% nel Sulcis, area a cui si applica un regime più favorevole per via delle sue storiche fragilità economiche. Lo scorso anno le imprese sarde hanno presentato domande per un ammontare complessivo superiore ai 200 milioni di euro, riferite a iniziative in diversi comparti e settori produttivi. «A cominciare da Puglia e Campania, la Zes ha potuto generare un numero enorme di nuove attività», aggiunge Cadau, «si tratta di uno strumento da utilizzare con più forza nelle aree industriali e artigianali e con maggiori tutele in quelle costiere». Inoltre, ha ricordato, «le autorizzazioni uniche sono vere e proprie concessioni edilizie e sono immediatamente esecutive». Ad ogni modo, con riferimento al caso di Cala Finanza, «il commissario Romano ha dimostrato un grandissimo equilibrio, infatti non ha atteso il giudizio del Tar e, non appena il consiglio Comunale ha emanato la delibera, ha revocato in autotutela».

Il segretario di FI

Sul punto interviene anche Pietro Pittalis, deputato e segrertario di Forza Italia: «La Regione Sardegna non ha salvato Cala Finanza. Non è stata la Giunta regionale a determinare questo risultato. Il passaggio decisivo è stato la revoca della delibera del Consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo, l’atto che aveva consentito il rilascio dell’autorizzazione nell’ambito della Zes. Solo dopo la revoca di quel presupposto giuridico essenziale, il Governo nazionale ha correttamente disposto l’annullamento dell’Autorizzazione Unica. È questa la sequenza dei fatti». Una posizione simile a quella di Francesco Mura, deputato e segretario regionale di FdI: «Lo strumento della Zes è utile, efficace e rispettoso delle esigenze dei territori, operando in raccordo con gli enti che quei territori rappresentano, a partire dai Comuni». Infatti, «il Governo, come chiaramente emerge dalla deliberazione relativa alla Zes, ha semplicemente dato seguito alle richieste provenienti dal Comune di Loiri Porto San Paolo: prima recependone l’orientamento favorevole e poi prendendo atto del cambio di posizione dell’amministrazione». (ro. mu.)

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi

COMMENTI