Isili.

Scontro con l’ex vice, Pilia assolto 

Il sindaco non fece pressioni in campagna elettorale: l’accusa dopo l’esposto di Doa 

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Assolto, perché il fatto non sussiste, dall’accusa di tentata induzione indebita a dare o promettere utilità. Ieri mattina, al termine del dibattimento in Tribunale, i giudici della seconda sezione penale hanno fatto cadere le imputazioni mosse dal pm Andrea Vacca nei confronti del sindaco di Isili, Luca Pilia, finito sotto processo dopo un esposto presentato dal suo ex vice-sindaco, Valerio Doa.

La vicenda

Tra anni fa c’era stato il rinvio a giudizio, dopo l’inchiesta della Procura nata dall’esposto dell’ex assessore di Isili. Al centro della vicenda c’era il progetto milionario di un gigantesco parco fotovoltaico proposto dalla società Blu Solar Uno srl nei terreni di famiglia dell’avvocato Doa, all’epoca dei fatti vice proprio di Luca Pilia. Secondo quanto denunciato nell’esposto dall’ex vicesindaco, mentre l’azienda energetica aspettava il parere della Regione sul progetto, il sindaco avrebbe posto alla società – attraverso un intermediatore – la condizione che, per ottenere il via libera al parco energetico, Doa non avrebbe dovuto sfidarlo nelle imminenti elezioni, previste per il 10 e 11 ottobre 2021. Contestazioni sempre respinte dal primo cittadino che in aula, davanti ai giudici, aveva ribadito l’assoluta contrarietà della sua amministrazione (oltre che della popolazione) all’installazione di quell’impianto e la sorpresa per non essere stato informato dal suo vice che il progetto privato (circa 40 ettari) ricadesse proprio sui suoi terreni di famiglia.

Il dibattimento

Nel corso del dibattimento i giudici avevano deciso che sarebbe dovuto essere accompagnato da un avvocato, in qualità di teste-assistito, il consulente e intermediatore della Blu Solar Uno, Matteo Firinu, che era stato indicato dalla Procura e da Doa come super-testimone della presunta minaccia che – secondo l’imputazione – il sindaco Pilia avrebbe fatto al suo ex vice per impedirgli di candidarsi alle amministrative. A difendere l’imputato c’era l’avvocata Rita Dedola, mentre l’ex assessore si era costituito parte civile con il legale Giovanni Aste. Durante la discussione il pubblico ministero Vacca aveva chiesto per il primo cittadino la condanna a un anno e 4 mesi, con pena sospesa, mentre la difesa aveva sollevato tanti dubbi sulla ricostruzione dell’intera vicenda. Ieri mattina il Tribunale ha letto la sentenza che scagiona Pilia perché il fatto non sussiste. Il sindaco, pur soddisfatto per la decisione, non ha commentato la propria assoluzione, in attesa di leggere le motivazioni della sentenza.

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