Il conflitto

I Volenterosi in campo per lo Stretto  Meloni: «L’Italia farà la sua parte» 

Disponibili due navi cacciamine. Ma Trump attacca: la Nato stia fuori 

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Se non è un summit mondiale, poco ci manca. Ci sono anche la Cina, come osservatore, l’India, e pure Volodymyr Zelensky al tavolo dei Volenterosi convocati da Francia e Gran Bretagna per lanciare una missione “difensiva” nello Stretto di Hormuz quando il cessate il fuoco sarà stabile.

E, non appena all'Eliseo il summit ha inizio, da Teheran arriva la notizia che l'Iran ha «completamente riaperto» il canale dopo la tregua in Libano. Resta, però, in vigore il blocco Usa nei confronti degli iraniani e, soprattutto, arriva una nuova bordata di Donald Trump mentre Emmanuel Macron, Keir Starmer, Giorgia Meloni e Friederich Merz parlano alla stampa.

La situazione

«Ora che la situazione nello Stretto di Hormuz si è risolta - ha scritto su Truth il presidente Usa - ho ricevuto una telefonata dalla Nato in cui» gli alleati «mi chiedevano se avessimo bisogno di aiuto. Ho detto loro di starne fuori, a meno che non vogliano semplicemente riempire le loro navi di petrolio. Sono stati inutili nel momento del bisogno: una tigre di carta».

Trump è il convitato di pietra del summit a Parigi. Per Parigi e Londra la missione deve nascere senza il coinvolgimento dei Paesi protagonisti del conflitto. Meloni invece parla di un «coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali». E Merz è più esplicito: è «auspicabile» che anche gli americani partecipino. È l'unica sfumatura, ma decisamente significativa, che emerge dalle dichiarazioni dei leader del cosiddetto formato E4 al termine del summit a cui si collegano in video i rappresentanti di una cinquantina tra Paesi (alcuni con i leader, altri a livello di ministri o delegati, come India e Cina) e istituzioni internazionali, incluse l'Ue, con Ursula von der Leyen, e l'Organizzazione marittima internazionale, con il segretario generale Arsenio Dominguez Velasco.

«Il blocco dello Stretto avviato dall'Iran ha conseguenze particolarmente gravi per il mondo intero», esordisce Macron, che ha voluto dare una dimensione globale alla conferenza dell'Eliseo, da cui ritiene sia partito «un messaggio di speranza e unità».

La linea

Tra abbracci, strette di mano e dichiarazioni di intenti allineate, ha dato un'immagine di vicinanza con i partner europei come da tempo non si vedeva. Il summit sullo Stretto di Hormuz rientra nel cambio di passo messo a punto da Giorgia Meloni - soprattutto con Emmanuel Macron - in queste settimane, nel pieno del gelo con Donald Trump per i suoi continui affondi. La premier ha deciso di non replicare direttamente. Ma a suo modo è una risposta anche la scelta di appoggiare la coalizione trainata dal formato E4, con Francia, Germania e Gran Bretagna: «L’Italia farà la sua parte», anche mettendo «a disposizione proprie unità navali, sulla base di un'autorizzazione parlamentare» secondo le «regole costituzionali». Due navi cacciamine sono già state approntate dalla Difesa e sono attraccate in porto in Italia, disponibili per essere inviate per un'eventuale missione. Ogni mossa, però, è vincolata alle condizioni che Meloni, assieme ai Volenterosi, ha chiarito: «Soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità, in coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali e con una postura esclusivamente difensiva».

La risposta positiva all'invito di Macron è stata ufficializzata solo alla vigilia del vertice, organizzato in tempi stretti. Proprio nelle ore dei nuovi affondi di Donald Trump all'Italia («Non c'è stata per noi, noi non ci saremo per loro», dice in riferimento al caso Sigonella di un mese fa). E quando Meloni arriva nel cortile dell'Eliseo non passa inosservato il saluto con Macron, lontano anni luce dal gelo che spesso ha caratterizzato i loro incroci in passato.

La missione

Il primo ministro britannico annuncia che la missione dei Volenterosi «è difensiva e segue il cessate il fuoco e oltre una dozzina di Paesi hanno già proposto di contribuire» per garantire in modo duraturo che la libertà di navigazione nel canale, senza l'ombra di alcun tipo di pedaggio o restrizione. «Maggiori dettagli» sulla composizione della forza di sicurezza multinazionale, aggiunge, emergeranno da una riunione di «pianificazione militare» la settimana prossima a Londra.Il cancelliere Merz anticipa che l’esercito tedesco è a disposizione, e ha aggiunto che servirà «una solida base giuridica, per esempio, sotto forma di una risoluzione del consiglio di sicurezza» dell'Onu.

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