L’evento.

Sanremo perde 3 milioni di spettatori Achille Lauro omaggia Crans Montana  Ma nonostante Lillo il festival non brilla 

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È sufficiente un’ora di spettacolo per capire che non sarà una serata scoppiettante. Non basta la comicità di Lillo, neanche la simpatia di Pilar Fogliati, tanto meno il duetto clou di Laura e Lauro: la sobrietà dell’apertura si trasforma, nel secondo capitolo del Festival nonché banco di prova decisivo dopo gli ascolti in calo, in un lento susseguirsi di eventi, con qualche meritevole picco di emozioni come l’omaggio alle vittime di Crans Montana. Rosicchiare qualche milioncino in più di spettatori, rispetto ai 9,6 dell’esordio, ben tre milioni in meno del 2025, diventa complicato ma non impossibile.

Nuove Proposte

Si parte con la doppia sfida delle Nuove Proposte, accompagnate sul palco da un malsicuro Gianluca Gazzoli, che ha almeno il merito di farci capire che condurre all’Ariston non è roba da speaker o podcaster, per quanto di successo. In quattro vanno alla doppia sfida diretta ma staccano il pass per la finale Filippucci con “Laguna” e la super favorita Angelica Bove con “Mattone”, dopo aver superato rispettivamente Blind, El Ma & Soniko con il brano “Nei Miei DM” e un (molto originale) Mazzariello con “Manifestazione d'Amore”.
Regge abbastanza il palco Pilar Fogliati, pur con qualche difficoltà quando esordisce con Uvetta, la giovane e snob aristocratica romana tra i nevrotici personaggi del film “Romantiche”. Non decolla come inizio, ma per fortuna torna subito Pilar: «Quando mi ha chiamato Conti ero al telefono con un'amica, pensavo fosse una televendita, sono abbastanza svenuta». Lillo regala soddisfazioni, benché anche lui disinnescato: «Meglio fare tante cose male che una bene, questo è il mio motto». Smonta gli stereotipi del co-conduttore: «Benvenuti al festival», «voltiamo pagina», «il prossimo cantante ci farà ascoltare una melodia». Punge, anzi, spinge Conti alla battuta pungente sulla cerimonia d’inaugurazione delle Olimpiadi invernali: «Ecco, non devo ribadire che siamo all'Ariston, è ovvio, dove siamo sennò?». E Conti: «Al Teatro Olimpico?». Un abbraccio all’ex direttore di Rai Sport Paolo Petrecca.

L’omaggio

Tocca poi ad Achille Lauro che torna sul palco dove è stato quattro volte in gara, l'ultima nel 2025, superospite fisso, ospite speciale e questa volta co-conduttore. Il pubblico lo acclama ed è standing ovation per il duetto con Laura Pausini sulle note di “16 marzo”. Ma è molto più di cuore quando, avvolto nel buio, con un coro di venti elementi e il soprano Valentina Gargano, interpreta “Perdutamente”, uno dei suoi brani più toccanti ma soprattutto il pezzo che la mamma di Achille Barosi, morto a 16 anni nella strage di Capodanno in Svizzera, ha cantato accanto alla bara del figlio: «Se questa cosa può aver confortato anche solo una persona e aver fatto del bene, per noi era un dovere».

La sfida

La gara: Patty Pravo regale in velluto rosso rubino, LDA e Aka 7even ci portano davanti a un falò in una sera d’estate, Tommaso Paradiso in un palazzetto, Chiello in un club, Enrico Nigiotti nella noia, Elettra Lamborghini in una sfilata arcobaleno. E poi Ermal Meta, con la sua storia di una bimba palestinese («I bambini devono fare rumore, non silenzio»), il country di J-Ax, il rock spento delle Bambole di pezza, il rap puro (per i canoni dell’Ariston) di Nayt, i ritmi urban-electro di Ditonellapiaga, l'indie-pop di Fulminacci, il grande amore di Levante, la satira di Dargen e le oscurità di Fedez e Masini.

In un'ideale staffetta con i Giochi di Milano Cortina, all'Ariston arrivano le campionesse Francesca Lollobrigida e Lisa Vittozzi e i campioni paralimpici Giacomo Bertagnolli con la guida Andrea Ravelli a Giuliana Turra. Forfait di Arianna Fontana, trattenuta a casa da 40 di febbre. Si avvera anche il sogno del Coro dell'Anffas, l'Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, che dà nuova sostanza a “Si può dare di più”, classico del festival di Morandi-Ruggeri-Tozzi. Tra loro si infila anche Pausini. Dalla nave un altro plastico medley di Max Pezzali, Bresh da Piazza Colombo. Infine l’omaggio alla voce black di Fausto Leali, premio alla carriera dopo sessant’anni di musica. Nel 1968 il suo primo Sanremo, in bianco e nero, condotto da... Pippo Baudo, nume tutelare.

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