Bonaria.

Ricci, l’ultimo anno a Su Siccu 

A fine mese riapre il villaggio ma per il futuro si pensa a un sito alternativo 

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Per il debutto occorrerà attendere almeno ancora una ventina di giorni, il tempo necessario per la ditta incaricata dal Comune di montare le pedane e le casette di legno, quindi quello per gli operatori di allestire il tutto. Poi si partirà con la nuova stagione dei ricci a Su Siccu: i cagliaritani attendono questo momento come un Capodanno.Perché sarà il primo giorno utile per mangiare i ricci di mare (non che adesso con la pesca aperta non sia impossibile ma è molto difficile trovarli): frutto ormai quasi “proibito”, dato che si può consumare solo in alcuni mesi dell'anno, fino al 2 maggio. E allora ecco spiegato il perché questi tre mesi diventano sacri. «Quest’anno siamo partiti senza ritardi», dice con soddisfazione l’assessore alle Attività produttive Carlo Serra. «Il bando per l’assegnazione degli spazi aveva validità biennale, questo ci ha consentito, una volta arrivato il decreto della Regione che ha fissato i limiti temporali per la pesca dei ricci, di muoverci immediatamente con la ditta che in questi giorni sta effettuando il montaggio delle casette di legno, senza dover neppure fare ulteriori passaggi amministrativi con gli operatori», aggiunge.

Inaugurazione

Dunque, quest’anno, senza i ritardi che avevano accompagno nel 2025 l’apertura del villaggio a Su Siccu (togliendo di fatto agli operatori oltre un mese di lavoro), si parte senza intoppi. «In questo momento l’unica incognita legata ai tempi della fase di montaggio è legata al maltempo che, evidentemente, costringono la ditta a sospendere i lavori durante i giorni di pioggia. Sappiamo quanto il mercato dei ricci sia un appuntamento particolarmente atteso da cagliaritani e turisti, per questo motivo l’obiettivo è mettere gli operatori nelle condizioni di aprire il prima possibile», spiega ancora l’assessore Serra.

Fra i cagliaritani, dunque, sta per scattare la corsa ad accaparrarsi quella polpa rossa e succosa nascosta fra gli aculei neri, e l'esperienza sarà, come ogni anno, da condividere necessariamente sui social. I ricci sono re non solo in tavola ma anche su Instagram, l’hastag ha decine di migliaia di post e hanno anche diverse varianti. Perché non sono una esclusiva della Sardegna, naturalmente, ma a Cagliari “l’eleganza dei ricci” diventa anche simbolo inconfutabile di un altro inverno da accantonare a favore della primavera.

L’attesa, allora, è quasi finita. Quest’anno, come quello passato saranno tre i concessionari (prima della pandemia erano dodici) che venderanno i ricci di mare. Non solo ricci, che resta inevitabilmente il piatto forte, ma anche gli immancabili spaghetti, quindi frutti di mare, fritto di piccola pesca. Il tutto accompagnato da un bicchiere di vino.

Il futuro

E se per il presente non c’è nessuna incertezza, per il futuro del mercatino dei ricci si aprono nuovi scenari e ipotesi. Il 2026, infatti, potrebbe essere l’ultimo anno in cui il villaggio si fa a Su Siccu: l’amministrazione, non ne fa mistero, sta valutando la possibilità di traslocare in uno spazio che, magari, permetta al villaggio di rimanere dodici mesi l’anno. Un’idea che torna a distanza di alcuni anni. In passato si era parlato della possibilità di utilizzare lo spazio, oggi abbandonato, dell’ex Arena Grandi Eventi a Sant’Elia. «Nessuno spazio è stato individuato», spiega l’assessore Serra, «stiamo, comunque, facendo le valutazioni sull’opportunità o meno di individuare un luogo alternativo». Si vedrà.

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