Villasimius-Teulada.

«Porti turistici, serve la gara pubblica» 

Sentenza del Tar: la concessione va ottenuta o rinnovata tramite un bando 

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Nessuna concessione cinquantennale senza gara per il «completamento funzionale» dei porti turistici di Villasimius e Teulada. Con due sentenze gemelle pubblicate ieri, il Tar ha respinto i ricorsi della “Marina di Villasimius srl” e della “Marina di Teulada srl” contro la decisione della Regione di imporre la fine delle gestione entro il prossimo anno e il ricorso a una gara pubblica per riottenerla. Oltre che per le aree demaniali, dunque, si dovrà procedere con bandi pubblici anche per i porti turistici.

I ricorsi

Le due società, assistite dall’avvocato Marco Machetta, avevano chiesto una concessione di 50 anni con una particolare procedura (prevista dal Dpr 509 del 1997), ma la Regione gliela aveva negata ritenendo che la normativa europea imponga per forza le gare sia per le concessioni demaniali che per i porti turistici. La Marina di Villasimius, che gestisce lo scalo in base a una concessione del 2001, l’aveva presentata a luglio 2018, mentre quella di Teulada (in forza di un contratto del 2006 prorogato sino al 2033) l’aveva presentato a novembre 2022. Dopo il ricorso sul silenzio, la Regione aveva negato le istanze.

La decisione

Il collegio della Prima sezione, presieduto da Giulia Ferrari (con a latere Gabriele Serra e Roberto Montixi) ha chiarito che i porti turistici rientrano nella direttiva servizi, la cosiddetta Bolkestein. Non sono «servizi portuali» esclusi, che riguardano carico, scarico e imbarco di merci e passeggeri. Il Tar richiama una sentenza del Consiglio di Stato dell’ottobre 2025 e un proprio precedente del 2024 su una concessione rilasciata dalla Capitaneria di Cagliari. Per il Tar la procedura Dpr 509 non garantirebbe adeguata pubblicità né criteri imparziali e favorirebbe chi già gestisce il porto: «Una posizione di vantaggio - scrivono i giudici - in contrasto con la libera concorrenza». La Regione, difesa dagli avvocati Sonia Sau e Mattia Pani, ha quindi agito correttamente.

Cosa succede

Le sentenze arrivano mentre si avvicina la scadenza per tutte le concessioni demaniali marittime che, stabilisce la Bolkesetin, dovranno cessare entro il 30 settembre 2027. Le procedure di evidenza pubblica, invece, dovranno essere avviate entro il 30 giugno 2027, con un preavviso di sei mesi. Le nuove concessioni dureranno da un minimo di 5 a un massimo di 20 anni, in base al piano economico-finanziario e all’ammortamento degli investimenti. Le due pronunce del Tar Sardegna, arrivate dopo quella che riguardava il porticciolo di Marina Piccola, confermano che anche i porti turistici dell’Isola dovranno andare a gare per il rinnovo delle concessioni, senza possibilità di ricorrere ad assegnazioni dirette alternative con project-financing o altre procedure. Le Marine di Villasimius e Teulada potranno ora ricorrere al Consiglio di Stato.

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