La guerra

Pioggia di droni e missili russi su Kiev 

Zelensky chiede agli Stati Uniti di poter costruire i Patriot per difendersi 

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Kiev. Il buio squarciato dai lampi di luce intensa che diventa il rosso del sangue e delle fiamme, le colonne di fumo nero che si alzano a oscurare il cielo. Colori che richiamano un girone dantesco che purtroppo non è finzione letteraria, ma la triste realtà di una notte di morte e distruzione a Kiev, dove l’inferno è pane quotidiano. Uomini, donne e bambini che corrono nel cuore della notte per mettersi in salvo nei rifugi e nelle stazioni della metro da quello che sarà poi descritto dal sindaco come il peggiore attacco russo sulla capitale dall’inizio della guerra: almeno 21 i morti e 85 i feriti, tra cui due bambini, e si teme per chi ancora è sotto le macerie.

Le minacce

Volodymyr Zelensky - rientrato di fretta da Dublino - chiede armi e giura vendetta: «Reagiremo certamente». La pioggia di 496 droni e 74 missili è durata ore e ha raso al suolo palazzi residenziali, ridotto in cenere auto e annerito piazze e strade, danneggiato una struttura medica e distrutto un magazzino della Croce Rossa con 2 milioni di euro di aiuti umanitari andati in fumo, e perfino bruciato 800mila libri. Un attacco di una portata tale da sorprendere i residenti della capitale: 52.000 persone, tra cui 4.500 bambini, si sono rifugiate nella metropolitana per proteggersi dal bombardamento, un numero record, mentre rimbalzano sui media e i social le immagini delle tende montate nelle stazioni metro, gente sdraiata su materassini gonfiabili e sedie da campeggio, e madri che cercano di dormire stringendo i bambini al petto. Ma se in tanti sono scesi nei rifugi, molti altri hanno deciso di ignorare l’allarme aereo, assuefatti ormai alla guerra e stanchi di vedere il loro sonno costantemente interrotto. Una scelta che in Ucraina potrebbe rivelarsi fatale.

La rappresaglia

«È stato il più massiccio attacco nemico alla capitale», ha decretato il sindaco Vitaly Klitschko annunciando un lutto cittadino per oggi. Da parte sua, Mosca ha rivendicato di aver colpito «siti militari-industriali ucraini e infrastrutture energetiche» come «rappresaglia agli attacchi terroristici dell’Ucraina contro strutture civili in territorio russo». Kiev paga il prezzo di una campagna di bombardamenti ucraini che da settimane colpiscono decine di obiettivi in tutta la Russia, che sta provocando una carenza di carburante nel Paese. Mentre scorre il sangue, la diplomazia non sembra trovare spazio. «Il presidente Trump vuole che questa guerra si risolva affinché le uccisioni insensate cessino», ha assicurato un funzionario americano all’Afp. Ma la mediazione statunitense è al palo. «La Russia continuerà ad aumentare la pressione sul regime di Kiev», è la replica del Cremlino. Zelensky è tornato a chiedere armi e sanzioni agli alleati: «Contiamo molto anche su una decisione degli Stati Uniti riguardo alle licenze per i Patriot», ha dichiarato il presidente ucraino.

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