Un atto vandalico rovina l’esordio casalingo del Monastir nel campionato di Serie D. La notte precedente la netta vittoria con l’Atletico Lodigiani (5-1) qualcuno è entrato nell’impianto comunale di via Grazia Deledda e ha fatto esplodere un grosso petardo davanti al bar appena rimesso a nuovo danneggiando alcune attrezzature. Nessun ferito, tanta rabbia. «Condanniamo quanto accaduto, il confronto non può mai trasformarsi in intimidazione, vandalismo o comportamenti che mettano a rischio persone e strutture», dichiara la società. L’episodio sarebbe legato al nuovo stemma del club recentemente finito nel mirino perché, secondo la tifoseria, non rappresenterebbe la storia e l’identità della squadra. Nello stadio sono stati attaccati adesivi col nuovo logo coperto da una X rossa. Ma per la dirigenza «non saranno tollerate manifestazioni violente, irrispettose, intimidatorie, tanto meno quando avvengono attraverso comportamenti che possono integrare violazioni di legge. Continueremo a garantire il massimo impegno affinché l’impianto sportivo rimanga luogo di sport, partecipazione e confronto civile nel rispetto di persone, beni e regole».
Intanto il tifo organizzato non si è presentato alla prima partita in casa in segno di protesta contro le scelte della società retta da Romi Fuke. «Sono convinto che entrambe le parti vogliano una sola cosa: il bene del Monastir», dice il vicepresidente Marco Carboni, «per questo sono pronto a farmi promotore di un incontro tra le parti. Un tavolo sereno, sincero, a porte chiuse, per trovare un giusto compromesso e provare a ricucire questa ferita».
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