Gallura.

Pd fuori a Tempio, in ritardo a Olbia 

La segretaria provinciale: «Lavoriamo per una coalizione ampia» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Campo largo non pervenuto, Pd fuori (o quasi) dai radar della politica dei comuni: è il quadro che emerge dopo le amministrative e a dieci mesi dalla competizione più pesante, quella di Olbia. I Dem portano a casa alcune conferme, una su tutte quella di Emiliano Deiana – importante figura di riferimento - a Bortigiadas, a Luogosanto, a Padru, qualche presenza nei Consigli, l’equilibrio immutato nella Provincia (che vede il sindaco di Loiri Francesco Lai come vice presidente), caselle che fanno esprimere un giudizio di “moderata soddisfazione” alla segretaria provinciale Mariangela Marchio. La ferita più profonda è quella di Tempio, comune capoluogo che per la prima volta non ha visto in campo una lista di centrosinistra e neppure candidati consiglieri direttamente collegati al Pd. E se il ciclone Masu ha in realtà spazzato via tutti i partiti tradizionali, la competizione era già persa in partenza.

Il caso Tempio

«Abbiamo provato a lavorare per trovare un accordo, ci abbiamo provato fino alle fine ma non è stato possibile», dice Mariangela Marchio: «L’opposizione era frammentata e non c’era uno zoccolo duro dal quale partire. C’è stato poi il tentativo di trovare una sintesi sul sindaco uscente ma non c’erano le condizioni». Contraria da sempre a quest’ipotesi, del resto, la segretaria dimissionaria Marina Tamponi che anche all’indomani del voto ha rivendicato la sua scelta. A La Maddalena hanno pesato gli strascichi delle regionali che hanno impedito di confluire intorno al nome di Mauro Bittu, che era stato candidato con Progetto Sardegna ma anche di costruire una lista con Stefano Cossu, che pure è uomo di Orizzonte comune, quindi potenziale alleato. «A Santa Teresa – commenta ancora Marchio – siamo riusciti ad aprire un confronto con la sindaca uscente Nadia Matta e abbiamo espresso nostre rappresentanti».

Verso Olbia

E intanto a Olbia tutto tace, o quasi. «L’ambizione è quella di costruire una coalizione ampia ma dobbiamo ancora iniziare a lavorarci», dice la segretaria. Due anni fa, dopo le regionali, all’indomani della valanga di preferenze per Giuseppe Meloni, attuale vice presidente e dell’ottimo consenso di Ivana Russu, prima dei non eletti e capogruppo in Consiglio comunale entrambi i candidati – che ad oggi sarebbero anche i più accreditati per guidare una coalizione di centrosinistra per il Comune – dichiaravano che «Olbia è contendibile», tanto più col divieto del terzo mandato per Nizzi. Ma la coalizione non è ancora all’orizzonte.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi